Test del testosterone? Gli influencer della “manosphere” prima ti convincono che hai qualcosa che non va, poi ti vendono il pezzo di ricambio. L’allarme della University of Sydney
I social media stanno incoraggiando giovani uomini sani a sottoporsi a test del testosterone e a iniziare terapie ormonali non necessarie, normalizzando pratiche potenzialmente rischiose per la salute. A lanciare l’allarme è uno studio di Emma Grundtvig Gram e Brooke Nickel della University of Sydney, pubblicato sulla rivista Social Science & Medicine. La ricerca mostra come contenuti diffusi su Instagram e Tiktok, spesso riconducibili alla cosiddetta “manosphere”, promuovano ideali iper-mascolini e presentino esperienze comuni – come stanchezza, stress, riduzione del desiderio sessuale o invecchiamento – come segnali di una presunta carenza di testosterone che richiederebbe un intervento medico. Lo studio ha analizzato 46 post ad alto impatto pubblicati da influencer, con un pubblico complessivo di 6,8 milioni di follower e oltre 650.000 interazioni.
Secondo lo studio, gli influencer stanno trasformando normali variazioni dell’esperienza umana — come la stanchezza o la mancanza di motivazione — in una patologia medica da curare a colpi di integratori o terapie ormonali sostitutive (Trt). È quella che gli esperti chiamano la medicalizzazione della mascolinità.
Il meccanismo è quello del problem-solving forzato. Prima ti convincono che si ha qualcosa che non va, poi ti vendono il pezzo di ricambio. Gli influencer della manosphere presentano il testosterone non come un farmaco per chi ha reali patologie cliniche, ma come un “prodotto di lifestyle” per l’auto-ottimizzazione. Il testosterone diventa così la chiave universale per ottenere un corpo da bodybuilder in tempi record; per scalare le gerarchie sociali e professionali; e per riaffermare una virilità iper-muscolare e dominante, spesso contrapposta a tutto ciò che è percepito come “femminile” o “debole”.
Il problema è che, mentre gli influencer mostrano i muscoli e promuovono test del testosterone fai-da-te, tendono a “dimenticare” gli effetti collaterali. La ricerca evidenzia come questi contenuti minimizzino rischi medici documentati e severi: problemi cardiaci, infertilità, danni ai reni, coaguli di sangue e persino — ironia della sorte — una riduzione della libido e disfunzione erettile. “Il problema non è che gli uomini si preoccupano della propria salute”, spiega Nickel, uno degli autori dello studio. “Il problema è che i social media stanno vendendo ai giovani una diagnosi spesso falsa”, aggiunge.
Quello che viene spacciato per un deficit ormonale è, nella maggior parte dei casi, il risultato di standard estetici impossibili da raggiungere naturalmente e di una pressione sociale che non ammette fragilità.
“Promuovere test e trattamenti per gli uomini senza chiare indicazioni mediche solleva preoccupazioni circa la sovradiagnosi e l’eccesso di trattamenti”, sottolinea Nickel. “Quando il testosterone viene venduto come una scorciatoia per la fiducia in se stessi e il successo, sta facendo più male che bene. Le narrazioni sulla salute guidate dalla manosphere – conclude – possono amplificare la paura, la vergogna e la sfiducia nei confronti dell’assistenza sanitaria tradizionale. Modellano il modo in cui gli uomini percepiscono il proprio corpo, l’invecchiamento e l’identità, e spesso portano a una percezione negativa di sé e della salute mentale”.