Dacia, numeri convincenti e gamma rinnovata. Spring e Sandero sugli scudi
Il rinnovamento della gamma Dacia non riguarda un singolo modello, né si limita a un aggiornamento cosmetico: è una revisione complessiva dell’offerta, pensata per rispondere a un mercato europeo sempre più complesso. In un contesto segnato dall’aumento dei prezzi medi, dall’incertezza economica e da una domanda sempre più prudente, il marchio del gruppo Renault ha scelto una strada chiara: rendere l’automobile accessibile e coerente con l’uso reale.
A fine 2025 Dacia ha superato quota dieci milioni di vetture vendute dal 2004 e, nell’ultimo anno, ha registrato una crescita del 3,1% rispetto al 2024, un dato controcorrente rispetto all’andamento generale del mercato. La nuova gamma fotografa bene questo trend. L’offerta copre oggi le principali esigenze della mobilità privata senza inseguire la moltiplicazione di versioni e sigle.
Spring presidia l’accesso all’elettrico urbano, Sandero resta il pilastro del segmento B, Jogger interpreta il tema della versatilità familiare a costi contenuti, mentre Duster consolida il ruolo di SUV compatto concreto e funzionale. Benzina, GPL ed elettrico convivono in una proposta leggibile, costruita per funzione più che per immagine. È una scelta che rinuncia alla complessità e che, proprio per questo, continua a intercettare una domanda reale.
I numeri di mercato aiutano a capire perché. Sandero è l’utilitaria più venduta in Europa per il secondo anno consecutivo, un risultato che va oltre la singola annata e racconta una continuità di consenso. Jogger cresce del 23,6% a livello globale, confermandosi una soluzione razionale per chi cerca spazio e flessibilità senza salire di prezzo. Duster registra un calo del 9,8%, ma rimane al secondo posto nel mercato europeo dei SUV, segno di una base solida e consolidata. Con l’arrivo di Bigster, che ha già raggiunto 67.573 unità vendute diventando il modello più venduto in Europa nel segmento C-SUV, la gamma si completa anche verso l’alto, senza perdere coerenza.
All’interno di questo quadro, la prova su strada di due modelli chiave aiuta a capire meglio il senso dell’operazione. La nuova Spring conferma il proprio ruolo di EVurbana essenziale. Con un incremento delle vendite del 53%, è il modello che più di tutti dimostra come l’elettrico possa funzionare quando è pensato per un uso preciso. La batteria da 24,3 kWh, i consumi contenuti e un assetto più controllato rispetto al passato la rendono adatta agli spostamenti quotidiani in città e nei dintorni. Non cerca di andare oltre i propri limiti, soprattutto fuori dall’ambiente cittadino, ma restituisce una guida onesta e coerente con la sua missione. È probabilmente questa chiarezza, più che qualsiasi promessa tecnologica, a spiegarne il successo.
Accanto alla Spring, Sandero rappresenta l’altra faccia della stessa filosofia. È l’auto che misura meglio di tutte il mercato europeo attuale: dimensioni corrette, meccanica semplice, comfort adeguato e costi sotto controllo. I recenti aggiornamenti – dal design più robusto ai passaruota in materiale plastico con una quota di riciclato, fino ai progressi su sicurezza, multimedia e motorizzazioni – non stravolgono il progetto, ma lo affinano dove serve. Su strada non stupisce, ma convince per equilibrio e facilità di utilizzo. Ed è proprio questa normalità ben eseguita a renderla l’auto più venduta.
Il filo che lega Spring, Sandero, Jogger, Duster e Bigster è la coerenza. Dacia prova a rendere praticabile il presente, in un mercato che spesso confonde innovazione con complessità: la sua forza sta nell’aver scelto la semplificazione come strategia industriale.