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Assolto e prescritto ex parlamentare Pino Galati (Fi), era accusato di distrazione dei fondi comunitari alla Fondazione “Calabresi nel mondo”

L'ex parlamentare era accusato di due ipotesi di peculato. Un reato è caduto mentre per l'altro, dopo 13 anni, il Tribunale di Catanzaro ha dichiarato la prescrizione. La Procura aveva chiesto 5 anni di carcere. Assolta anche la sua collaboratrice.
Assolto e prescritto ex parlamentare Pino Galati (Fi), era accusato di distrazione dei fondi comunitari alla Fondazione “Calabresi nel mondo”
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L’ex deputato di Forza Italia Pino Galati è stato assolto nel processo sulla distrazione dei fondi comunitari ricevuti dalla fondazione “Calabresi nel mondo”. Lo ha stabilito il Tribunale di Catanzaro che ha accolto la tesi degli avvocati Salvatore Cerra e Francesco Gambardella, difensori dell’ex parlamentare ed ex sottosegretario il quale rispondeva di due ipotesi di peculato.

Per una di queste, il Tribunale lo ha assolto con formula piena da un capo di imputazione mentre per l’altro, dopo 13 anni dai fatti, i giudici hanno dovuto dichiarare la prescrizione.
Nel 2018, la vicenda aveva portato a una richiesta d’arresto avanzata dalla Procura di Catanzaro nei confronti di Pino Galati, rigettata dal gip che aveva, invece, disposto il sequestro preventivo di 200mila euro nell’ambito dell’inchiesta condotta dai carabinieri. Il politico e altri due indagati erano accusati di aver distratto i fondi comunitari destinati alla fondazione Calabresi nel mondo, in liquidazione.

In particolare, secondo gli inquirenti, Galati avrebbe assunto molti di collaboratori a soli fini clientelari. Il tutto, secondo i magistrati, “per mantenere e incrementare il proprio bacino elettorale”. Secondo i legali del parlamentare, la decisione del Tribunale “chiarisce in modo significativo la posizione dell’ex Presidente della Fondazione ed ex parlamentare della Repubblica, escludendo ogni profilo di responsabilità penale in relazione alla presunta distrazione di fondi pubblici per finalità personali. L’assoluzione investe uno dei punti centrali dell’impianto accusatorio, quello concernente la contestata stipula di un contratto di locazione che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe determinato un vantaggio esclusivo”.

“Su tale profilo, – hanno aggiunto gli avvocati Cerra e Gambardella – il Tribunale ha ritenuto non sussistenti le condotte contestate, escludendo sia l’appropriazione di risorse pubbliche sia l’esistenza di un beneficio personale riconducibile a Galati. Nel corso del giudizio è infatti emerso come l’operato dell’allora presidente della Fondazione si sia svolto nel perimetro delle finalità istituzionali dell’ente, senza violazioni dei vincoli di destinazione delle risorse regionali né indebite interferenze nella gestione amministrativa”. Nel corso della requisitoria, la Procura aveva chiesto 5 anni di carcere per Galati e l’assoluzione per l’altra imputata, la sua collaboratrice Mariangela Cairo. Anche per lei è caduta l’accusa di peculato.

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