Per porre la questione di fiducia a Montecitorio sul decreto che autorizza aiuti all’Ucraina per l’anno in corso, sostegno ovviamente anche militare, si è presentato in Aula il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha così motivato la decisione da parte del governo: “Non è un modo per scappare da una crisi interna, ma semmai di evidenziarla ancora di più”. La questione di fiducia fa decadere gli emendamenti proposti dai tre deputati di Futuro nazionale, il neonato partito guidato da Roberto Vannacci. Proposte di modifiche al decreto che avrebbero potuto evidenziare crepe all’interno del centrodestra in Parlamento. Uno di loro, l’ex Lega Edoardo Ziello ha criticato la scelta dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e polemizza sulla coerenza del suo ex segretario di partito. “Coerenza – afferma Ziello – che sta a Salvini esattamente come la puntualità dei treni di Trenitalia che lui dovrebbe gestire come ministro dei Trasporti”.
A gettare acqua sul fuoco è il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli che sull’Ucraina a ilfattoquotidiano.it afferma: “Non siamo disposti a governare senza far tenere all’Italia una posizione lineare, chiara e netta di cui tutti gli italiani sono orgogliosi”. Questa la motivazione che dà Donzelli della fiducia posta oggi alla Camera. Domani dunque si voterà sia il decreto, sia la fiducia al governo. I vannacciani, con tanto di striscione, hanno improvvisato un sit-in fuori dalla Camera. Di certo non voteranno il decreto, ma ancora non hanno deciso se votare la fiducia al governo Meloni. Se lo facessero – per Donzelli – non c’è problema nonostante le posizioni che hanno espresso di netta contrarietà all’invio di nuovi armamenti in favore di Kiev: “Tre parlamentari non hanno alcun tipo d’influenza”. Ma il problema non sono tre parlamentari, ma quello che proponevano si votasse in Aula, che avrebbe avuto sicuramente il parere contrario del governo, ma che avrebbe potuto avere il voto favorevole di altri esponenti della Lega, manifestando in maniera evidente distinguo su un tema così delicato per il governo Meloni. Ma Donzelli insiste: “La linea politica la decide la maggioranza e il governo, se qualcuno fa delle dichiarazioni e poi quando c’è da votare vota quello che noi proponiamo siamo contenti”.