Dazi, al Parlamento Ue riparte l’iter di ratifica dell’accordo con gli Usa. “Ma sarà congelato in caso di minacce alla nostra sicurezza”
La Commissione per il Commercio Internazionale del Parlamento europeo è tornata a sedersi al tavolo per ratificare l’accordo sui dazi tra gli Stati Uniti e l’Unione. A fine gennaio, la ratifica era stata congelata in seguito alle pressioni del presidente Donald Trump sulla questione Groenlandia. Una votazione potrebbe tenersi già nella prossima riunione della commissione, fissata per martedì 24 febbraio. Dopo il passaggio in commissione, il testo dovrebbe poi approdare alla plenaria di marzo per le successive decisioni. La maggioranza dei relatori ombra – responsabili nominati da gruppi politici con il compito di seguire delle proposte legislative – ha deciso di riprendere i lavori sulle due proposte legislative legate agli accordi di Turnberry, l’intesa siglata il 27 luglio 2025 per scongiurare una guerra commerciale.
A riferirlo è stato Bernd Lange (S&D), presidente della commissione e relatore permanente del dossier, confermando la ripartenza dell’iter parlamentare. “I membri della Commissione per il Commercio rimangono impegnati a portare avanti rapidamente i lavori sulle due proposte legislative” ha spiegato Lange, ma soltanto “a condizione che gli Stati Uniti rispettino l’integrità territoriale e la sovranità dell’Unione e dei suoi Stati membri e onorino i termini dell’accordo Turnberry”.
Nello stesso quadro, la commissione ha concordato di inserire tra i motivi di sospensione anche eventuali minacce alla sicurezza dell’Unione o dei suoi Stati membri, comprese la loro integrità territoriale. “Sebbene oggi riprendiamo la procedura legislativa, il messaggio è chiaro: non si tratta di un assegno in bianco”, ha chiarito Lange. E ha rincarato la dose: “Per questo motivo dobbiamo stabilire limiti chiari ed essere pronti a congelare i negoziati o l’applicazione dell’accordo Ue-Usa in qualsiasi momento, se la situazione lo richiederà”. Sul capitolo acciaio e alluminio ha aggiunto: “Gli Stati Uniti hanno violato l’intesa Turnberry aumentando i dazi al 50% su oltre 400 prodotti in acciaio e alluminio dell’Ue”, una mossa inaccettabile”. E ha continuato: “Finché i dazi statunitensi non saranno abbassati al 15%, non potrà esserci accesso esente da dazi per l’acciaio e l’alluminio statunitensi al mercato europeo”.
Hanno invece votato per la ripresa dell’iter di approvazione degli accordi sui dazi con gli Usa il Ppe assieme alle destre dei Patrioti ed Ecr. Il gruppo Socialisti e Democratici ha invece annunciato che “non sosterrà né voterà a favore di alcun accordo con gli Stati Uniti fintanto che il presidente Trump continuerà a minare la sovranità dell’Europa”. Secondo quanto riferito, il gruppo insiste su alcuni punti: una clausola di sospensione “solida, completa ed efficace” che copra tutte le minacce alla sovranità europea, l’equità su acciaio e alluminio, l’attivazione dello strumento anti-coercizione, garanzie sulla sicurezza dell’Artico e una clausola di caducità limitata nel tempo, preferibilmente a 18 mesi. Kathleen Van Brempt, vicepresidente S&D per il commercio internazionale, ha dichiarato: “Non si può continuare come se nulla fosse successo con gli Stati Uniti. Fin dal primo giorno del suo secondo mandato, il presidente Trump ha condotto una guerra tariffaria, minando il commercio basato sulle regole e minacciando l’autonomia strategica dell’Europa. La fiducia è stata tradita”.
Per Brando Benifei, eurodeputato del Partito Democratico e coordinatore del gruppo nella commissione Commercio, “la lezione delle ultime settimane è chiara: quando l’Europa è unita e ferma, l’amministrazione statunitense ci prende sul serio”. Per questa ragione “l’UE deve attivare subito lo strumento anti-coercizione, non come ultima risorsa, ma per essere pronta a difendere le nostre industrie, i nostri posti di lavoro e i nostri cittadini con contromisure tempestive e mirate”.