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Negli Epstein files anche il nome del commissario Ue Sefcovic. Che smentisce contatti con il finanziere pedofilo

Compare in una chat tra Epstein e un interlocutore che probabilmente è il diplomatico slovacco Miroslav Lajčák, che si è dimesso dalla carica di consigliere per la sicurezza nazionale del primo ministro slovacco Robert Fico proprio in seguito alle indiscrezioni
Negli Epstein files anche il nome del commissario Ue Sefcovic. Che smentisce contatti con il finanziere pedofilo
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Il nome del commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic compare in una chat tra Jeffrey Epstein e un altro soggetto nell’ambito dei file resi pubblici dal Dipartimento di giustizia americano, in cui si fa riferimento a un incontro con il politico nel 2019. L’interlocutore potrebbe essere il diplomatico slovacco Miroslav Lajčák, ma non è indicato in chiaro nei file pubblici. Sefcovic nega però di aver partecipato a qualsiasi incontro con Epstein: “Non ho mai avuto alcun contatto diretto o indiretto, né ho mai incontrato Jeffrey Epstein. Non ho autorizzato né acconsentito a che qualcuno menzionasse il mio nome a Jeffrey Epstein, compreso Miroslav Lajčák”, ha fatto sapere il commissario slovacco tramite un portavoce durante l’incontro quotidiano con la stampa.

“Qualsiasi riferimento di questo tipo è stato fatto a mia insaputa. Se Lajčák ha menzionato il mio nome, lo ha fatto per motivi personali che non mi riguardano. Non mi è mai stata fatta alcuna richiesta di incontro o contatto, né da Miroslav Lajčák né da nessun altro. Sono sorpreso che il mio nome sia stato utilizzato in tale scambio a mia insaputa e senza il mio consenso, e respingo categoricamente qualsiasi implicazione del mio coinvolgimento”.

L’ex diplomatico Lajčák si è dimesso dalla carica di consigliere per la sicurezza nazionale del primo ministro slovacco Robert Fico proprio in seguito alle indiscrezioni sui suoi rapporti con Epstein. In merito la portavoce ha chiarito che il “suo mandato di rappresentante speciale dell’Unione europea” per il dialogo Belgrado-Pristina “è terminato lo scorso anno e non è stato prorogato”. “Eventuali rischi o minacce alla sicurezza – ha spiegato – sono di competenza delle autorità nazionali”.

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