Camorra e politica a Castellammare di Stabia, il prefetto nomina la commissione d’accesso. Caos nel Pd
Era attesa da un momento all’altro e puntualmente è arrivata, la commissione d’accesso a Castellammare di Stabia. Anticipata da settimane di inchieste giornalistiche e giudiziarie sulla presenza di pezzi della politica cittadina nelle carte degli ultimi 11 arresti contro il clan D’Alessandro. Il prefetto di Napoli Michele Di Bari l’ha nominata con la formula di rito: “Per verificare la sussistenza di tentativi di infiltrazione e/o di collegamenti della criminalità organizzata nel contesto dell’amministrazione del suddetto Comune. L’accesso avrà durata di tre mesi, prorogabili una sola volta per ulteriori tre mesi”. I commissari prefettizi sono già al lavoro.
La prima dichiarazione è quella del sindaco di area dem Luigi Vicinanza, che ha diramato un comunicato dal quale traspare – come già ribadito nei giorni scorsi – l’intenzione di andare avanti: “Accogliamo la decisione del prefetto di Napoli con assoluta serenità. Siamo pienamente tranquilli rispetto all’operato dell’amministrazione comunale, che ha sempre agito nel rispetto della legalità, della trasparenza e dell’interesse pubblico. Riteniamo che ogni iniziativa volta a garantire ulteriormente questi principi fondamentali possa solo contribuire a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e a rendere ancora più efficace, credibile e serena l’azione amministrativa, a beneficio dell’intera comunità di Castellammare di Stabia”.
Intanto il Partito democratico, con segretario regionale Piero De Luca, annuncia un passo indietro: “Riteniamo che siano venute meno ad oggi le condizioni politiche per continuare ad assicurare il sostegno e proseguire in questo contesto con l’attuale esperienza amministrativa”, scrive in una nota. De Luca ricorda che il partito ha “sostenuto sin dall’inizio dell’attuale consiliatura con serietà e lealtà il Sindaco”, ma adesso non più. “Continueremo a confrontarci nelle prossime ore con il gruppo consiliare e con il Sindaco per verificare insieme i percorsi che intendono intraprendere nell’interesse della città”, conclude il segretario. Poco dopo è però lo stesso gruppo consiliare dem a sconfessare il segretario regionale: i consiglieri dicono di apprendere “con stupore” le sue dichiarazioni. “Stupisce, in particolare, il passaggio in cui il segretario – scrive il gruppo – afferma che si continuerà a colloquiare con i consiglieri comunali. Ad onor del vero, è dal 27 novembre dello scorso anno che chiediamo ripetutamente di essere ascoltati sulla vicenda. Un mancato confronto che ha portato anche alle dimissioni da capogruppo del collega Giovanni Tuberosa”, replicano aggiungendo di non comprendere “il diverso atteggiamento che la segreteria regionale ha avuto nei confronti dell’analoga vicenda di Torre Annunziata. Se sussistono gravità maggiori, di cui il segretario è a conoscenza, perché non ne siamo stati informati?”, concludono. Sul caso Castellammare si era consumato un durissimo scontro tra Sandro Ruotolo e Vicinanza. L’esponente della segreteria del Pd di Elly Schlein era stato eletto consigliere comunale. Si è dimesso a fine anno invocando l’arrivo della commissione d’accesso e accusando il sindaco “di non essere stato un argine ai clan”.
Anche il Movimento 5 stelle – che esprime un solo consigliere, Alessandro Langellotti – rende noto di ritenere “di non poter proseguire con la stessa configurazione”. In una nota del coordinatore regionale Salvatore Micillo e della coordinatrice provinciale napoletana Carmela Auriemma, si legge che “quando sono emerse criticità politiche e giudiziarie abbiamo rappresentato al sindaco l’opportunità di valutare un passo indietro, rimettendo la parola ai cittadini. Una nuova competizione elettorale, depurata dalle ombre che hanno colpito alcune liste, avrebbe potuto rappresentare un’occasione per ridare piena legittimità all’azione amministrativa, magari ricandidando lo stesso Vicinanza”, scrivono. Ma “il sindaco ha scelto una strada diversa, legittima sul piano democratico ma che oggi, alla luce degli ultimi sviluppi, apre inevitabilmente una fase nuova“. “Siamo però disponibili – concludono i coordinatori – a un confronto con il gruppo consiliare per valutare, insieme e con trasparenza, i percorsi possibili a tutela dell’interesse della città e dei cittadini di Castellammare”.