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L’India firma l’accordo di libero scambio con l’Ue: così tenta un modello di sviluppo autonomo rispetto alla Cina

Un problema evidente è stato il passaggio rapido dal settore agricolo all'economia dei servizi senza passare attraverso una vera "rivoluzione industriale" basata sulla manifattura
L’India firma l’accordo di libero scambio con l’Ue: così tenta un modello di sviluppo autonomo rispetto alla Cina
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L’Ue e l’India hanno concluso il 27 gennaio 2026 un accordo di libero scambio che vuole rafforzare i legami economici e politici tra la seconda e la quarta economia mondiale e che coinvolge 2 miliardi di persone, in un momento di crescenti tensioni geopolitiche e sfide economiche globali. Von der Leyen e Costa, presidenti della Commissione e del Consiglio europeo, e il premier indiano Narendra Modi, molto amico di Giorgio Meloni, hanno festeggiato la firma dell’accordo a New Delhi al termine del 16esimo vertice Ue-India. L’Ue e l’India hanno già in essere scambi di beni e servizi per un valore di oltre 180 miliardi di euro all’anno e si prevede che l’accordo raddoppierà le esportazioni di beni dell’Ue verso l’India entro il 2032.

Dal punto di vista economico, l’India è una delle economie a crescita più rapida del mondo. Con un Pil stimato in 4.18 trilioni di dollari, nel dicembre 2025 l’India ha comunicato al mondo di essere diventata la quarta potenza economica, superando il Giappone, mettendosi all’inseguimento di Germania, Cina e Usa.

Gli indiani stanno cercando di creare un modello di sviluppo autonomo rispetto a quello cinese che potrebbe essere considerato per loro come un modello possibile. Troppe le differenze culturali, imprenditoriali e manageriali. Un problema evidente è stato il passaggio rapido dal settore agricolo all’economia dei servizi senza passare attraverso una vera “rivoluzione industriale” basata sulla manifattura che è sicuramente meno sviluppata di quello che dovrebbe essere, e alla cui crescita gli europei e gli italiani stanno già contribuendo fattivamente attraverso aziende che hanno localizzato in India produzioni strategiche.

Scambi Commercial UE - India ; Fonte Consiglio d'Europa
Scambi commerciali Ue-India; Fonte Consiglio d’Europa

L’India è il decimo partner commerciale dell’Ue mentre l’Ue è il secondo partner commerciale dell’India. Oltre 6mila imprese europee sono presenti in India creando direttamente 1,7 milioni di posti di lavoro e indirettamente 5 milioni. L’Ue vuole ora entrare nel mercato dell’automotive indiano, il terzo al mondo, di fatto dominato dai locali, dai cinesi e dai coreani, e in cui l’impatto dell’auto elettrica è ancora molto modesto, con tassi di inquinamento nei centri urbani spesso preoccupanti.

La classe media indiana sta crescendo e crescono anche i ricchi indiani con stili di vita simi ai pari reddito occidentali. I loro consumi si stanno sempre più orientando verso i gusti europei creando un gigantesco mercato per i prodotti che arrivano dal nostro continente e dall’Italia in particolare, che è sempre molto apprezzata in India. In testa alle esportazioni indiane ci sono ferro e acciaio e il premier Modi punta anche su tessile e farmaceutico, ma soprattutto vuole mantenere alte le quote dell’acciaio bypassando dazi e tasse green.

Ma oltre a ciò, l’India sta cercando di incrementare i suoi rapporti nei settori tecnologico e scientifico con l’Europa dopo che Usa e Cina stanno diventando sempre più chiuse e autocratiche negli ambiti che hanno valore strategico e geopolitico prioritario. Settori come tecnologia dell’informazione, farmaceutica, spazio e servizi digitali sono i motori principali dello sviluppo tecnologico e scientifico indiano. Città come Bangalore, Hyderabad e Pune sono veri hub tecnologici globali. L’India è conosciuta in tutto il mondo per le sue aziende dell’informatica e nell’intelligenza artificiale. L’India è la farmacia del mondo, dove si producono i semilavorati chimici e biologici che poi sono utilizzati dalle maggiore aziende farmacologiche mondiali e sta facendo cose importanti nei diversi settori delle biotecnologie.

L’agenzia spaziale nazionale dell’India (Isro) ha mandato sulla Luna un rover nel 2023 e punta a uno sviluppo importante di lanciatori e missioni. Le startup indiane hanno prodotto più di 100 unicorni ovvero aziende che hanno ottenuto una quotazione di mercato superiore al miliardo di dollari. Si tratta principalmente di aziende del settore fintech, AI, e-commerce, space-tech e biotech.

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