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India-UE verso accordo sulle tariffe, svolta miliardaria per l’auto europea

Dazi sui veicoli in calo fino al 10% e nuove partnership. L’intesa può rilanciare l’export del vecchio continente e aprire oltre 100 iniziative comuni su energia, tecnologia e mobilità
India-UE verso accordo sulle tariffe, svolta miliardaria per l’auto europea
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India e Unione Europea potrebbero annunciare già domani la firma di un accordo commerciale che genererà un interscambio miliardario e con enormi prospettive di crescita. Basti pensare che nel 2024 il commercio di beni fra le due regioni valeva 120 miliardi di euro e più precisamente un import dall’India da 71,4 miliardi e un export europeo da 48,8 miliardi.

Ma le merci europee dirette all’India sono attualmente limitate da vincoli commerciali e normativi che i nuovi accordi dovrebbero allentare, gli stessi che hanno “azzoppato” l’export di vetture Made in Europe verso il Paese. L’accordo garantirebbe una significativa riduzione dei dazi imposti da Nuova Delhi all’export europeo: le tariffe doganali sulle auto importate dall’europa nel Paese asiatico dovrebbero ridursi dall’attuale 110% al 40%, con la prospettiva di scendere fino al 10% nei prossimi anni. Il governo indiano avrebbe già accettato di tagliare immediatamente i dazi al 40% su 200 mila veicoli termici con un prezzo di importazione superiore ai 15 mila euro. Il taglio dei dazi non si applicherà però alle vetture elettriche.

Il raggiungimento dell’accordo sarebbe una boccata di ossigeno per i costruttori europei, che a causa dei dazi vigenti non sono mai riusciti a esprimere il loro potenziale sul mercato automotive indiano, il terzo più importante del mondo. Peraltro colossi come Volkswagen, Mercedes o Renault possiedono fabbriche e attività commerciali locali, limitate però dai dazi sull’importazione di componenti e dalle difficoltà di collaborazione con la filiera indiana.

Oltre all’accordo commerciale, è prevista la definizione di strategia congiunta attraverso cui saranno definite oltre 100 iniziative su sostenibilità, energia pulita, tecnologia, innovazione, mobilità, governance globale e connettività, da portare avanti nel corso del prossimo lustro.

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