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Voli cancellati, Israele in “stato di allerta” e il risiko dell’esercito Usa: crescono i timori per l’opzione militare in Iran

Si fanno sempre più forti le speculazioni su un nuovo, possibile attacco contro Teheran dopo la sanguinosa repressione delle proteste interne
Voli cancellati, Israele in “stato di allerta” e il risiko dell’esercito Usa: crescono i timori per l’opzione militare in Iran
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Le compagnie aeree che cancellano i voli verso il Medio Oriente, il comandante del Comando centrale degli Stati Uniti che vola in Israele e quella che Donald Trump ha definito una “armata” diretta verso l’Iran. Si fanno sempre più forti le speculazioni su un nuovo, possibile attacco Usa contro Teheran dopo la sanguinosa repressione delle proteste interne. Le mosse militari americane e le decisioni prese da alcune compagnie commerciali indicherebbero infatti che l’amministrazione statunitense sia sempre più vicina all’opzione militare per indebolire il regime. Venerdì sera l’ultimo indizio: Lufthansa, Air France, KLM e Swiss hanno cancellato i loro voli di sabato verso destinazioni in Medio Oriente, tra cui Israele, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, secondo le informazioni sui voli pubblicate sui siti web degli aeroporti. United Airways e Air Canada hanno invece azzerato le tratte verso la sola Israele.

Il risiko dell’esercito Usa in Medio Oriente

E proprio da Tel Aviv – attraverso Channel 12, rete vicina al governo di Benjamin Netanyahu – è arrivata anche la notizia che i vertici della difesa israeliana temono uno scenario di miscalculation – cioè un errore di valutazione – e per questo motivo sono in stato di allerta elevato: in uno degli scenari possibili, l’Iran potrebbe temere che la decisione di Trump di lanciare un attacco sia già stata presa e decidere quindi di colpire Israele preventivamente. Del resto, le manovre dell’esercito statunitense sono imponenti: sta trasferendo verso Medio Oriente una portaerei, 6 navi da guerra, due sottomarini, oltre cento aerei da combattimento, decine di aerei di rifornimento e di intelligence, sistemi di intercettazione di missili balistici. Tutte queste forze disporranno di centinaia di missili da crociera.

La visita in Israele del comandante Cooper

Proprio sabato, intanto, il comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti, l’ammiraglio Brad Cooper, dovrebbe arrivare in Israele per incontrare alti funzionari, ha riferito l’emittente pubblica Kan. Anche il consigliere della Casa Bianca Jared Kushner e l’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff atterreranno in Israele per colloqui con il primo ministro Netanyahu che però dovrebbero essere incentrati principalmente sulla “fase 2” della tregua nella Striscia di Gaza. Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha dichiarato che il rafforzamento delle forze americane in Medio Oriente ha lo scopo di “garantire che se gli iraniani, Dio non voglia, facessero qualcosa di molto sciocco, noi avremmo le risorse per rispondere”. Vance, intervistato dal canale di informazione statunitense Newsmax e ripreso dalla testata israeliana YNet, ha aggiunto: “Abbiamo molte forze nella regione e persone che potrebbero essere in pericolo. Il presidente ha molte carte, ma non rivelerò come le giocherà”.

Teheran: “Raid sarà una guerra totale contro di noi”

Di fronte alla crescente pressione, Teheran ha annunciato che tratterà qualsiasi attacco “come una guerra totale contro di noi”, come riportato da Reuters. “Questo rafforzamento militare speriamo non sia finalizzato a un vero scontro, ma il nostro esercito è pronto per lo scenario peggiore. Ecco perché in Iran tutto è in stato di massima allerta”, ha affermato un alto funzionario iraniano. Le fibrillazioni hanno portato il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan a puntare il dito contro Israele, accusata da Ankara di cercare un’opportunità per attaccare l’Iran. La mossa – ha avvertito – potrebbe destabilizzare ulteriormente la regione: “Spero – ha dichiarato in un’intervista televisiva – che trovino una strada diversa, ma la realtà è che Israele, in particolare, sta cercando un’opportunità per colpire l’Iran”.

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