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Il Tribunale di Torino accoglie il ricorso di una insegnante precaria: “Illegittimo l’algoritmo per l’assegnazione delle supplenze”

I magistrati della sezione Lavoro si riferiscono alla Graduatoria provinciale. L'autrice dell'esposto aveva perso la cattedra per aver scelto nella fase di candidatura un numero limitato di scuole e non tutte quelle disponibili. Soddisfatto il sindacato Anief
Il Tribunale di Torino accoglie il ricorso di una insegnante precaria: “Illegittimo l’algoritmo per l’assegnazione delle supplenze”
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L’algoritmo utilizzato per l’assegnazione delle supplenze da Graduatoria provinciale per le supplenze è un sistema illegittimo. Ad affermarlo sono i togati della sezione lavoro del Tribunale di Torino, che hanno accolto il ricorso di una precaria che avrebbe perso la cattedra per aver scelto nella fase di candidatura solo alcune scuole, e non tutte le sedi disponibili nella provincia del capoluogo piemontese.

Per il ministero, infatti, il lavoratore aveva diritto ad esprimere 150 preferenze, ossia selezionare tutti i posti; in tal modo, avrebbe sicuramente ricevuto una cattedra al primo turno. Dal momento che al primo passaggio del procedimento informatico non sono risultate disponibili cattedre presso le scuole scelte dall’insegnante, quest’ultima è stata esclusa da ogni possibilità e considerata “rinunciataria”. Un meccanismo che secondo il giudice “penalizza proprio i soggetti con un punteggio più alto i quali confidando che l’alta posizione in graduatoria consenta loro una possibilità di scelta, potrebbero essere indotti ad individuare un numero più contenuto di sedi desiderate; ma qualora tali sedi non fossero disponibili nel momento in cui spetta a loro essere chiamati verrebbero esclusi dall’intera procedura”.

Una vittoria per il sindacato dell’Anief che ha sostenuto la docente ricorrente con gli avvocati Maria Dolores Broccoli, Walter Miceli, Fabio Ganci e Giovanni Rinaldi.

La sentenza di Torino “assume un rilievo che va oltre il singolo caso concreto”, spiegano i difensori. Il Tribunale ha affermato infatti che “l’interpretazione fornita dall’Amministrazione dell’ordinanza ministeriale che disciplina il conferimento delle supplenze da Gps contrasta con il criterio meritocratico e con i principi di buona fede e correttezza, evidenziando le criticità di un impianto procedurale fondato su automatismi informatici non adeguatamente governati”.

La pronuncia si inserisce in un filone giurisprudenziale avviato già negli anni scorsi grazie alle iniziative promosse dall’avvocato Maria Dolores Broccoli, prima a ottenere pronunce giudiziali che hanno accertato l’illegittimità dell’algoritmo utilizzato per l’assegnazione delle supplenze da Gps. Secondo il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, la decisione si colloca chiaramente “nel solco di una giurisprudenza che, con crescente nettezza, richiama l’Amministrazione al rispetto delle regole sostanziali, quando l’elaborazione informatica si traduce in scelte non verificabili e non coerenti con il quadro normativo”.

Con la sentenza, oltre al risarcimento del danno da lucro cessante per l’importo di 19.551,14 euro, agli interessi legali e alle spese processuali, il giudice ha riconosciuto alla docente il diritto alla maturazione integrale del punteggio relativo all’anno scolastico 2024/2025.

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