“Il primo gennaio hai perso la vita e io l’ho persa con te, a differenza tua io vivrò con un vuoto incolmabile ma tu no”. Sono parole rotte dal pianto quelle che Giuseppe Tamburi, padre di Giovanni Tamburi, vittima 16enne della strage di Crans-Montana, dedica a suo figlio durante la celebrazione del suo funerale, nella Cattedrale di San Pietro a Bologna. “Era bello, meraviglioso fuori e anche dentro – ha detto ancora Tamburi ricordando il ragazzo – con la sua maturità faceva sì che quando suo fratello e le sue sorelle avevano bisogno, lui c’era. Era il centro della vita anche delle nonne, e anche a loro dava i consigli. I tuoi valori e principi, alla tua giovane età – ha aggiunto – ti rendevano unico, andavi bene a scuola, amavi la vita, lo sport, giocavi a golf e avevi appena vinto una gara. Giocavi a pallone e andavi in palestra. Amavi il cinema e le moto e amavi anche le ragazze”. Ma soprattutto, prosegue addolorato il padre dall’altare della chiesa, “amavi la musica, il piano e la chitarra, Battisti, De Gregori, il rock degli anni passati, ma volevi anche fare il dj. Eri molto empatico, per chiunque ti abbia conosciuto”.
Ora, ha concluso, “non potrai più andare a trovare quella ragazza, non potrai provare la moto nuova, non potrai percorrere la strada che avevi davanti, grazie dei 16 anni che ci hai regalato. Ti amerò per sempre”. Alla fine del suo ricordo, si è levato uno scroscio di applausi dai presenti in segno di vicinanza e solidarietà.
“Non potrai più percorrere la strada che avevi davanti”: l’intervento al funerale del padre di Giovanni Tamburi dopo la strage di Crans-Montana
Al funerale del 16enne, vittima della strage di Crans-Montana, le commoventi parole del padre Giuseppe