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Immagini modificate con l’IA, la villa di Puff Daddy e alberi che non bruciano: le teorie del complotto sugli incendi a Los Angeles

Migliaia le fake news circolate sui roghi che stanno devastando la metropoli californiana. Ma per ognuna di esse esiste una spiegazione
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Immagini generate con l’intelligenza artificiale, un presunto piano di Sean Combs (aka Puff Daddy) per eliminare le prove dei crimini che gli vengono imputati, fino agli interrogativi sugli alberi che non bruciano. Le fiamme degli incendi scoppiati a inizio anno continuano a devastare Los Angeles e mangiare enormi porzioni di terreno. E mentre la polizia ha compiuto i primi arresti con l’accusa di incendio doloso, più passa il tempo e più sui social si rincorrono diverse teorie del complotto su quelle che sarebbero le reali cause e conseguenze del disastro.

Puff Daddy e le prove da cancellare
Una delle teorie che ha riscosso maggiore successo è quella secondo cui gli incendi avrebbero avuto un unico obiettivo: cancellare ogni prova dei presunti crimini commessi dal rapper Puff Daddy tra le mura della sua lussuosa villa. Online si trovano le immagini della presunta residenza avvolta dalle fiamme con commenti tipo: “Gli incendi in California colpiscono anche la casa del pedofilo Puff Daddy. Ora non ci sono più prove, capite adesso? Hanno appiccato il fuoco per cancellare tutto”. Sean Combs si trova attualmente in carcere per traffico sessuale, racket e cospirazione dopo i numerosi racconti di abusi riportati da ospiti vip e non solo che hanno preso parte alle numerose feste organizzate dal magnate dell’hip-hop e un incendio della sua abitazione, secondo i cospirazionisti, avrebbe cancellato ogni prova a sostegno delle accuse nei suoi confronti. Peccato che la sua sia una delle poche ville non interessate, almeno per ora, dai roghi: si trova a South Mapleton Drive a Holmby Hills, a poche miglia a est di Beverly Hills, e si trova appena fuori dal tracciato dall’incendio di Palisades.

Dalla ‘Hollywood’ in fiamme alle colpe del movimento Lgbtqi+
Un’altra immagine rimbalzata sui vari profili social è quella che mostra la famosa scritta ‘Hollywood‘ sul monte Lee in fiamme. Peccato si tratti di una foto riprodotta con l’intelligenza artificiale, come ha confermato il presidente dell’Hollywood Sign Trust, Jeff Zarrinnam.

Ma se c’è una persona che più di tutte deve essere incolpata per ciò che sta accadendo nella metropoli californiana, sostengono diversi profili su X, questa è Kristin Crowley, a capo del Dipartimento dei vigili del fuoco. Perché? Essendo una donna omosessuale e impegnata nella lotta per i diritti Lgbtqi+ e nel sostegno alla cosiddetta cultura DEI (diversità, equità e inclusione) avrà sicuramente fatto di tutto per dirottare i fondi destinati alla prevenzione degli incendi per portare avanti le campagne sui diritti. La conseguenza, dicono, è stata la presenza di sterpaglie ovunque che hanno alimentato le fiamme e la mancanza di acqua per spegnere le fiamme. Una versione piaciuta anche a Elon Musk che ha rilanciato il messaggio scrivendo “DEI means people DIE” (Dei vuol dire che le persone muoiono).

Ancora più estreme le teorie di Alex Jones, complottista di estrema destra diventato noto al grande pubblico diffondendo fake news sul sito Infowars. Tra i tanti interventi sui suoi social è arrivato a dire che gli incendi farebbero parte di un piano globale per innescare una guerra economica.

Gli alberi che “non bruciano”
Un’altra teoria molto diffusa è quella che sostiene la volontà di alcuni di dare fuoco solo alle abitazioni, come dimostrerebbero gli alberi rimasti in piedi in mezzo a centinaia di edifici in cenere. C’è chi ha usato alcune di queste immagini circolate per sostenere che il governo degli Stati Uniti “sta appiccando volontariamente incendi utilizzando DEW (armi ad energia diretta) di livello militare per dare il via a un piano di land grabbing, ossia accaparramento di terre a fini economici”, come scrive un utente su X. Oppure c’è chi sostiene che si tratti della prova dell’esistenza delle microonde HAARP (High-frequency Active Auroral Research Program), “incendiarie per il metallo” nelle case, ma non per “gli alberi che non hanno metallo al loro interno, quindi è molto più difficile per loro bruciare a causa delle microonde”. Per questo sono stati caricati online anche molti video che mostrano metalli fusi dalle fiamme vicino ad alte palme apparentemente intatte. Detto che la veridicità di ognuno di questi video o immagini dovrebbe essere verificata approfonditamente, gli scienziati offrono una risposta chiara a questo fenomeno. Innanzitutto, come mostrano molte foto, la vegetazione è stata anch’essa vittima degli incendi e tanti alberi hanno preso fuoco. Ma soprattutto arbusti così importanti hanno maggiore difficoltà a infiammarsi perché contengono al loro interno migliaia di litri di acqua.

La polvere rosa sganciata dagli aerei
C’è poi il ‘mistero’ della polvere rosa. Le immagini del disastro ambientale di Los Angeles mostrano, tra le altre cose, i canadair impegnati a spegnere le fiamme che hanno avvolto un territorio ampio quanto la città di San Francisco. Ma ciò che ha sorpreso è che dai loro serbatoi uscisse una polvere fucsia che ha colorato tutta l’area dei roghi posandosi a terra. In questa ‘stranezza’ c’è chi ci ha visto un rischio per la salute, sulla falsa riga di ciò che si legge ancora in giro riguardo alle scie chimiche. Ma la spiegazione, nonostante i dubbi sulla sicurezza ambientale del prodotto, soprattutto se non correttamente smaltito, si trova nella sostanza utilizzata: il Phos-Chek, un liquido ritardante utilizzato per il contrasto agli incendi e in uso negli Stati Uniti già dal 1963. Anche il colore non è casuale: quel rosa così riconoscibile serve proprio agli aerei a individuare più facilmente le zone già ‘trattate’.

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