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Israele bombarda l’aeroporto di Sanaa, in Yemen: morti e feriti. Dentro c’era anche il capo dell’Oms: “Ora siamo al sicuro”

L'Idf bombarda lo scalo internazionale, un porto e siti di rifornimento di carburante. Ghebreyesus: "Missili a pochi metri da noi, ferito un membro dell'equipaggio del nostro volo"
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Israele ha bombardato diverse infrastrutture strategiche dello Yemen colpendo anche l’aeroporto di Sanaa, dove in quel momento si trovava il direttore generale dell’Oms. Nei raid dell’Idf ci sono stati morti e feriti, anche nello scalo internazionale. Tra le persone colpite c’è anche un membro dell’equipaggio del volo sul quale sarebbe dovuto partire il numero uno dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

A raccontarlo è stato proprio il direttore generale dell’organismo: “Mentre stavamo per imbarcarci sul nostro volo da Sanaa, circa due ore fa, l’aeroporto è stato bombardato. Uno dei membri dell’equipaggio del nostro aereo è rimasto ferito. Almeno due persone sarebbero morte. La torre di controllo, la sala partenze, a pochi metri da dove ci trovavamo, e la pista sono state danneggiate”, ha scritto su X aggiungendo di dover aspettare che i danni vengano riparati prima di poter ripartire. “Io e i miei colleghi di Onu e Oms siamo al sicuro”.

Ghebreyesus si trovava in Yemen per negoziare il rilascio di membri dello staff Onu detenuti e per valutare la situazione sanitaria e umanitaria in Yemen. I raid israeliani hanno riguardato, oltre all’aeroporto della capitale, controllata dai ribelli Houthi, anche il porto di Hodeida e i siti di rifornimento di carburante nel Paese.

In totale – secondo gli Houthi – gli attacchi israeliani avrebbero provocato 3 morti e 14 tra feriti e dispersi, undici dei quali proprio nell’aeroporto. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ribadito che Israele continuerà a colpire gli Houthi finché “il lavoro non sarà completato”, sostenendo che Israele è determinata a “sdradicare questo braccio terroristico dell’asse del male iraniano”.

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