Nella notte del 13 marzo due persone sono state uccise e altre quattro sono state gravemente ferite fuori dal pronto soccorso dell’ospedale Khalil Suleiman durante un’operazione militare israeliana condotta a Jenin, in Cisgiordania. “Questo è solo l’ultimo atto di spaventosa violenza in questo ospedale” ha commentato Samuel Johann, capo progetto di Medici Senza Frontiere a Jenin. “Negli ultimi mesi i nostri team hanno assistito al lancio di proiettili e granate lacrimogene contro la struttura, un minore è stato ucciso, le ambulanze sono state bloccate e gli operatori sanitari presi di mira”, ha continuato Johann, “sparare alle persone in un ospedale o qualsiasi atto di violenza in una struttura sanitaria è del tutto inaccettabile. Condanniamo inequivocabilmente i continui attacchi alle strutture sanitarie nei territori palestinesi cccupati. Tutte le strutture mediche, gli operatori e i pazienti devono essere protetti”

Articolo Precedente

Argentina, la città di Messi in mano ai narcos: omicidi di gente comune per ottenere l’alleggerimento delle condizioni carcerarie

next