Sfotte Luigi Di Maio e Giuseppe Conte, rivendica alcune delle misure bandiera dei 5 stelle come il Reddito di cittadinanza e il Superbonus, profetizza che il governo di Giorgia Meloni cadrà da solo. Poi, all’improvviso, l’attacco alla leghista Giulia Bongiorno, avvocata della ragazza che accusa di stupro suo figlio Ciro e altri tre ragazzi. Un’incursione che Fabio Fazio stoppa subito, definendola “inopportuna“. Per il resto il ritorno di Beppe Grillo in televisione dopo quasi dieci anni è uno show alla vecchia maniera: battute al vetriolo, aneddoti personali, critiche al potere e al governo. Anche se, alla fine, il comico genovese non parla troppo di attualità politica. Almeno per quelli che sono i suoi canoni storici.

“Non posso condurre un movimento politico, sono il peggiore” – L’ultima volta di Grillo in tv risaliva al 2014, quando nel giro di due mesi aveva risposto alle domande di Bruno Vespa a Porta a Porta e di Enrico Mentana su La7. A Che tempo che fa, invece, di domande a Grillo ne arrivano poche: Fazio non riesce quasi mai a interrompere il comico, che si siede sulla sua poltrona solo per qualche minuto. Per il resto vaga per lo studio, tenendo banco col suo flusso di invettive e battute. Abito blu e campanella portata in dote al conduttore, il fondatore del Movimento 5 stelle avverte subito il pubblico del canale Nove: “Se vado fuori tono lui suona”, dice rivolto a Fazio. E visto che il conduttore l’aveva introdotto facendo vedere gli insulti che ciclicamente gli sono stati lanciati, il comico genovese comincia il suo intervento con una sorta di autoanalisi: “Sono qui per capire se sono il peggiore – dice rivolto alla platea – se ho peggiorato questo Paese, non è una battuta. Dopo l’ultima intervista con Vespa abbiamo perso elezioni, tutti quelli che ho mandato a fanculo sono al governo quindi sono il peggiore. Sono qui per capire se devo continuare o meno, ho portato Skype, ho parlato della Parmalat, ho combattuto tutto il mondo ed ora vado in un bar e mi fate pagare il caffè…”. Il primo pensiero politico, invece, è ovviamente per la sua creatura, il Movimento 5 stelle: “Noi siamo stati un movimento evangelico, siamo nati il 4 ottobre, il giorno di San Francesco – dice – Io ho una confusione totale non posso condurre e portare a buon fine un movimento politico, non sono in grado”. E a Fazio che gli chiede perchè non se ne fosse accorto prima, replica: “Ma c’era Casaleggio, lui era un organizzatore e aveva del metodo, io faccio danni anche da solo quando sono a casa. Ho una confusione totale, ecco perché mi sono ritirato e a guardare cosa succede, la mia rabbia è una rabbia buona, ce l’ho ancora. Io sono buono dentro e la rabbia buona è necessaria per l’anima”. La tentazione per la battuta è troppo forte anche quando ricorda le orgini: “Ho fondato il Movimento, ma mi ero iscritto al Pd, ad Arzachena”.

“Quando Conte parlava si capiva poco, ma è migliorato” – Di attualità politica il fondatore dei 5 stelle ne tocca poca. Sul governo di Giorgia Meloni dice: “Io conosco pure l’ultimo dei Mohicani che è Salvini, a fare un’opposizione totale sempre anche un orologio rotto segna almeno due volte al giorno l’ora esatta. Questo governo è una decalcomania, più gli sputi sopra più si appiccica. Bisogna stare fermi: quando si asciugherà cadrà da solo“. Fazio gli chiede come mai ha deciso di fare politica: “La politica la facciamo tutti, io la facevo quando facevo la spesa, parlavo dell’acqua pubblica, avevo la macchina a idrogeno. Poi mi hanno chiesto: e ora? Cosa facciamo? Ora che ci hai detto queste cose? Ok – ho risposto – le prendiamo e le portiamo dentro le istituzioni”. Su Luigi Di Maio, appellato “Giggino a cartelletta“, Grillo ricorda: “Era il politico più preparato, ma non pensavamo si facesse prendere dal potere. Conte l’abbiamo scelto io e lui. Io guardavo i programmi, le idee, se è un’idea è buona non importa se sia di destra o sinistra. Ma poi ci ha pugnalato…”. E a proposito dell’ex premier ha aggiunto: “Conte non era iscritto al Movimento, è un bell’uomo, un laureato, parla inglese, poi parlava e si capiva poco… perfetto per la politica… ma è migliorato. Lui arrivava dall’università, era scrittore, avvocato. Adesso lo vedete, ci mette un pò di cuore“. Poi la difesa delle misure simbolo dei 5 stelle: “Nella politica hai idee e poi è ovvio che quando entri nelle istituzioni, quell’idea viene frammentata. Era un’idea anche il Superbonus edilizio, con Draghi eravamo d’accordo che doveva durare 5 anni. Eravamo d’accordo anche sul reddito di cittadinanza, abbiamo pensato ai navigator…”

L’attacco a Bongiorno – Arriva a sorpresa, invece, l’attacco a Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e avvocato difensore della ragazza che accusa Ciro Grillo e tre suoi amici di stupro. “È un avvocato – dice Grillo – presidente della commissione Giustizia, è una senatrice della Lega che fa comizietti davanti ai tribunali, dove c’è una causa a porte chiuse… E’ inopportuno. Si mischia tutto e vediamo cosa succede”. Fazio lo blocca subito: “Anche questo è inopportuno”. In passato Grillo aveva diffuso un video sui social in cui difendeva il figlio e gli amici sotto inchiesta, provocando ovviamente roventi polemiche.

“Nel mio testamento mi sono lasciato tutto” – Non mancano, per il resto, pezzi tipici della comicità dell’artista genovese. “Io credo nella reincarnazione. Sul mio testamento mi sono lasciato tutto a me, non so se rinasco”. E ancora: “Bruno Vespa ha scritto un libro che s’intitola: Da Mussolini a Beppe Grillo. Ma vi rendete conto? Io quando vedo un suo libro in autogrill, lo copro con quello di Casalino, toh!”. Fino agli aneddoti autobiografici: “A Genova io vivevo in un palazzo dove abitava un commerciante, il macellaio, quello del bar e un serial killer, Donato Bilancia. Eh sì, mia mamma era amica della mamma di Donato Bilancia che aveva fatto 17 omicidi. Allora, non c’erano i cellulari e mia mamma mi diceva: Se torni tardi fatti accompagnare da Donato che sennò non sto tranquilla”. Alla fine, dopo un’ora di monologo, Grillo torna a rivolgere al pubblico la domanda iniziale: “Allora, voglio sapere: secondo voi cosa devo fare? Siate sinceri”. Qualcuno dal pubblico ha gridato: “Il comico!”.

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