Le code di fronte a Pane Quotidiano a Milano aumentano ogni giorno di più. Oltre quattromila persone al giorno vengono a ritirare una busta della spesa gratuita nelle due sedi cittadine. “Un numero che è in aumento rispetto alla scorsa estate” spiegano i volontari che ogni giorno distribuiscono beni di prima necessità. Pane, latticini, verdure per un valore che si aggira intorno ai quindici euro. Un aiuto “sempre più fondamentale per tante famiglie, lo spettro dei beneficiari si sta ampliando sempre di più – racconta al Fatto.it il vice presidente di Pane Quotidiano Luigi Rossi – il potere d’acquisto diminuisce e si creano nuovi poveri. Oggi con uno stipendio medio a Milano non si vive più”. E così in coda ogni giorno compaiono delle facce nuove. Non solo persone senza un reddito, ma anche pensionati e “lavoratori poveri” che pur avendo un’occupazione non riescono ad arrivare alla fine del mese. C’è chi fa il muratore a 50 euro al giorno. Chi fa la badante a 1200 euro al mese, lavorando 7 giorni su 7. Chi fa l’addetto alle pulizie prendendo 5 euro all’ora. Paghe inferiori alla soglia dei nove euro lordi prevista nell’ipotesi di salario minimo delle opposizioni e che è slittata. “Ma mentre la politica gioca, le file aumentano qui”, racconta al Fattoquotidiano.it un uomo in coda. E poi c’è anche chi prende il reddito di cittadinanza: “Novecento euro con moglie e due bambini fino a dicembre, poi chissà”.

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