In Italia il governo è contrario all’introduzione di un salario minimo per legge, in Germania invece il capo della Spd Lars Klingbeil ha dichiarato domenica scorsa in un’intervista alla Bild am Sonntag che il suo partito si impegnerà affinché il governo tedesco – i socialdemocratici sono la prima forza di maggioranza – alzi la retribuzione minima legale dagli attuali 12 euro all’ora a 13,5-14 euro e adotti la direttiva europea sul tema. Che non detta l’obbligo e la soglia del salario minimo, laddove la formazione dei salari sia riservata esclusivamente ai contratti collettivi, ma individua comunque standard precisi di determinazione, attualizzazione e applicazione. In particolare, entro il 15 novembre 2024 tutti i Paesi membri dovranno presentare piani di azione per elevare la contrattazione collettiva nei settori in cui quest’ultima sia inferiore all’80%.

In Germania la Commissione paritetica di datori di lavoro e dei sindacati per il salario minimo (Mindeslohnkommission) ha proposto lunedì scorso che dal primo gennaio 2024 si salga a 12,41 euro/ora e poi nel 2025 a 12,82. Per la prima volta l’indicazione non è stata però raggiunta all’unanimità ed i rappresentanti dei lavoratori si sono detti contrari. La presidente del potente sindacato DGB, Yasmin Fahimi, ha censurato aumenti così contenuti come “uno schiaffo in faccia a quasi sei milioni di lavoratori” senza considerare affatto i tassi di inflazione. Un aumento di 82 cent in due anni anche per il capo del partito che guida la coalizione di governo è insufficiente. Klingbeil ha dichiarato che il suo partito si vuole impegnare a convincere i partner a fare salire la paga oraria minima fino a 13.50/14 euro l’ora. “L’inflazione fagocita gli stipendi, si deve riflettere su cosa a fine mese ci si può ancora permettere. Più di 41 cent sarebbe stato assolutamente giustificato”, ha indicato Klingbeil, “la vita è più cara; perciò, abbiamo bisogno in generale di salari più alti”.

La Commissione per il salario minimo è designata dal governo ogni cinque anni e conta nove membri: tre rappresentanti dei datori di lavoro, tre dei sindacati, un presidente e due componenti del mondo scientifico, che hanno tuttavia solo ruolo consultivo senza diritto di voto. Presenta ogni due anni una valutazione sull’aumento del salario legale che è necessario garantire alla luce del costo della vita. Nel formulare la sua proposta contempera la tutela minima necessaria per i lavoratori con corrette condizioni della concorrenza e salvaguardia dei posti di lavoro, orientandosi allo sviluppo complessivo delle tariffe salariali. La sua proposta pur se solo consultiva e non vincolante finché non sia tradotta in un’ordinanza, non può tuttavia venire semplicemente disattesa dall’esecutivo, che di norma non può decidere un livello di aumenti diverso. L’aggiustamento a 12 euro nell’ottobre 2022 venne infatti ottenuto solo in via straordinaria, con una legge concordata tra i partiti di governo nel contratto di coalizione. Un intervento diretto che fu censurato dai rappresentanti dei datori di lavoro.

In una recente indagine demoscopica della ZdF, il 62% degli intervistati hanno però concordato che l’aumento proposto dalla Commissione una settimana fa è troppo basso, contro un 31% per cui è corretto ed appena un 5% che lo ha bocciato come troppo elevato. Anche il cancelliere Olaf Scholz si era augurato un’indicazione più alta da parte dei nove esperti; tuttavia, in un’intervista alla Ard ha sostenuto che la politica possa intervenire eccezionalmente solo una volta all’inizio di una legislatura per elevare i salari con una legge, intromettendosi nell’autonomia tariffaria, e lo stesso ministro del Lavoro Hubertus Heil (Spd) ha annunciato di voler adottare la proposta dei commissari.

Nonostante l’intervista rilasciata da Klingbeil difficilmente, perciò, la Spd potrà effettivamente convincere i partner di governo a scavalcare le indicazioni della Commissione. Soprattutto i liberali, per bocca del loro vicecapo Kubicki, in una replica sui giornali del gruppo Funke, si sono già detti recisamente contrari. Il ministro delle finanze Christian Lindner (leader della Fdp) d’altronde ha già tagliato le aspettative verso il progetto di assicurazione contro la povertà infantile della ministra per la Famiglia Lisa Paus (Verdi). Presentando il bilancio 2024, Lindner ha evidenziato che per il 2025 per la Kindergrundsicherung ci saranno solo due miliardi contro i dodici richiesti dalla collega. Il cancelliere Scholz ha però promesso un miglioramento quantomeno per la sicurezza di base per i bambini, invitando la ministra Paus a presentare entro fine agosto un progetto di legge in cui vengano sviluppate varianti ed alternative per la sua realizzazione.

La manovra di 445,7 miliardi prevede 16.6 di nuovo debito, ma tra il 2025 ed il 2027 dovranno essere risparmiati 14,4 miliardi. Tutti i ministeri, eccetto quella della Difesa, nel 2024 avranno meno risorse di quanto originariamente previsto. Nei prossimi anni le priorità saranno riservate ai settori difesa, digitalizzazione e tutela climatica. Quella del salario minimo, tuttavia, non solo è una campagna centrale del partito socialdemocratico, ma anche una chiara necessità strategica per riconquistare il suo elettorato alla luce dell’incalzare della AfD. Quest’ultima dopo avere già incassato la nomina di un suo candidato come governatore di una provincia della Turingia a Sonneberg (Landrat), domenica ha conquistato in Sassonia-Anhalt anche l’elezione del suo primo sindaco, quand’anche solo nella piccola cittadina di Raguhn-Jeβnitz con appena 7.800 aventi diritto al voto di cui ha partecipato solo il 61,51%.

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