C’è un altra tegola per Carlo Calenda: il tesoriere alla Camera di Azione, Giulio Cesare Sottanelli, ha un incarico privato che potrebbe essere dichiarato incompatibile con il mandato da parlamentare. Sottanelli è un fedelissimo dell’ex ministro. Con lui in Scelta Civica, lo ha seguito fin da subito in Azione, diventandone segretario regionale in Abruzzo e poi deputato alle ultime elezioni. A lui Calenda ha affidato il ruolo di tesoriere del gruppo a Montecitorio, quello condiviso con Italia Viva. Ma Sottanelli presto potrebbe avere grane in Giunta per le elezioni, ultima tappa di un tormentatissimo avvio di legislatura per Azione: lo scorso anno, l’onorevole è stato nominato nel Consiglio di amministrazione di City Life Investment Financial Fund (Cliff), una società che ha appena ricevuto da Bankitalia il provvedimento di autorizzazione per svolgere l’attività di gestione collettiva del risparmio. Per i non addetti ai lavori: consulenza finanziaria, gestione di fondi, sostegno finanziario a start-up. Il problema è la legge 60 del 1953, una delle prime a regolare le incompatibilità per i parlamentari. L’articolo 3 elenca alcune cariche (da “amministratore” a “presidente” a “consulente con prestazione di carattere permanente”) che l’eletto non può ricoprire “in istituti bancari o in società per azioni che abbiano, come scopo prevalente, l’esercizio di attività finanziarie, ad eccezione degli istituti di credito a carattere cooperativo”.

Fonti parlamentari riferiscono che “la vicenda è in fase di valutazione in giunta per le Elezioni alla Camera, dove sono state istituite due commissioni (una per l’ineleggibilità e una per le incompatibilità). In caso Montecitorio contestasse a Sottanelli il suo ruolo privato, il tesoriere dovrebbe rinunciare. E chi ha parlato con il manager riferisce la sua piena disponibilità, nel caso, a rassegnare le dimissioni conservando quindi il posto alla Camera. Resterebbe però l’anomalia di un doppio ruolo – parlamentare e consigliere nella Spa – conservati per molto tempo tempo prima dello stop (la legislatura è in corso da 8 mesi), complici un sistema piuttosto macchinoso nel giudizio delle controversie e, dall’altra parte, le mancate dimissioni spontanee di Sottanelli una volta eletto.

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