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Impact Food, a Roma il primo fast food di ‘carne-non carne’: “Ha quel morso che chiede masticazione”. Ecco cosa si mangia e quali sono gli ingredienti

Il ristorante Impact Food offre alternative vegetali alla carne per coloro che scelgono di evitarla (per svariati motivi). L'azienda si impegna a utilizzare solo ingredienti vegetali di alta qualità e indica sul sito web e sul menu le risorse ambientali risparmiate rispetto ai piatti di origine animale: tutti i dettagli

di Paolo Aruffo

Mangiare un panino presso il nuovo Impact Food a Roma potrebbe rivoluzionare la tua esperienza di fast-food. Pareti colorate e accattivanti, bancone stile fast-food: questa iniziale apertura nel quartiere esclusivo dei Parioli potrebbe rappresentare il punto di partenza per una futura espansione in modalità franchising. A pranzo si ordina dal tablet, mentre per la cena c’è il servizio al tavolo. “Può sembrare un luogo da giovani, e in parte lo è soprattutto pensando alla sempre crescente attenzione che le nuove generazioni rivolgono all’ambiente, eppure quando ci siamo stati l’età media era mediamente alta”, scrive Repubblica, che lo ha provato. Ma cosa si mangia precisamente e quali sono gli ingredienti? L’offerta è piuttosto variegata, che mostra anche il sito web del locale. C’è il Menù Cheesy che comprende: panino con Beyond Burger/Redefine Burger (di cui si vedrà tra poco la differenza), cheddar Violife, cremoso all’erba cipollina, pomodoro e insalata accompagnato da patatine fritte e bibite. Il costo? Beyond 12,50 euro e Redefine 15 euro. Disponibili anche i Nuggets (Bocconcini Heura fritti per i quali vengono chiesti 7,5 euro per 8 pezzi). Poi ancora Burger Smoked, Chicken Style, Wrap, insalate e ormai le immancabili bowl. E alla fine i dolci: dai brownies al tiramisù passando per la cheescake e i muffin. Ovviamente tutto partendo dal concetto di “sostenibilità senza rinunce”. Ogni proposta di panino, ad esempio, ha una farcitura specifica che varia dal classico allo smoked con pancetta croccante e al cheesy, offrendo la scelta tra burger di Beyond e Redefine. È come se venisse data la possibilità di scegliere tra burger preparati con carne proveniente da due allevamenti diversi.

In nessun caso si tratta di carne animale, dato che Impact Food non utilizza questa materia prima, ma solo ingredienti vegetali, dal pesce utilizzato nelle bowl al formaggio nei panini. Ma soprattutto la carne, che viene stampata in 3D con soli ingredienti vegetali i quali, grazie alla tecnologia, riproducono fedelmente il tessuto magro e grasso. “La carne ha quel morso che chiede masticazione, non si scioglie in bocca, si ha solo l’impressione che sia stata macinata una volta di più. Dalla fibra un pochino meno compatta, come da macinatura più grossolana, il Beyond testato nella versione cheesy, in cui una generosa dose di cremoso all’erba cipollina impatta per primo in bocca con il suo retrogusto di mandorla pelata. Subito dopo arriva al palato l’abbondanza del formaggio, che ben accompagna la carne senza sovrastarla nel sapore“. Ma quali sono quegli ingredienti ‘fuori dal comune’ nella mente di un consumatore ‘tradizionale’? Innanzitutto il formaggio Cheddar Violife, che è composto da acqua, olio di cocco e amidi con aromi da fonte vegana, insieme ad altri ingredienti come betacarotene per il colore e cellulosa in polvere per evitare l’agglomerazione. Il sapore? Pare che sia simile a quello normale, anche se non proprio uguale. I due tipi di carne presenti, cui si faceva riferimento prima, sono ottenuti da due procedimenti tecnologici differenti. La Beyond Meat, ad esempio, si produce tramite un processo di cottura, raffreddamento e pressione di ingredienti proteici derivati da vegetali e legumi, insieme ad acqua, aromi e vitamine. La composizione cambia a seconda del tipo di carne che si vuole replicare, attraverso un equilibrio di ingredienti dove l’olio di cocco contribuisce alla consistenza e alla parte grassa, il succo di barbabietola al colore e le proteine di piselli alla parte proteica. Al contrario, la Redefine Meat utilizza la tecnologia di stampa 3D per creare una struttura muscolare simile al bovino, inclusa la marezzatura dei diversi tagli. Un composto di legumi, cereali, grassi vegetali, aromi e colori naturali viene utilizzato al posto dell’inchiostro per la stampa. Le lunghe fibre di grasso e magro vengono alternate in sottili strati sovrapposti, e il taglio viene stampato punto per punto in passaggi successivi, incorporando le diverse fibre muscolari.

L’unico neo pare che sia la cottura. Sì perché queste alternative vegetali alla carne difficilmente prevedono la cottura al sangue, soprattutto nel macinato. Il ristorante Impact Food offre alternative vegetali alla carne per coloro che scelgono di evitarla (per svariati motivi). L’azienda si impegna a utilizzare solo ingredienti vegetali di alta qualità e indica sul sito web e sul menu le risorse ambientali risparmiate rispetto ai piatti di origine animale. Una grande attenzione, dunque, non solo per il cibo, ma anche per tutto il resto. Un esempio? Nel locale della Capitale anche l’arredo è sostenibile e amico dell’ambiente: tutti i tessuti provengono da plastica riciclata con filiera controllata e le vernici che colorano le pareti permettono l’assorbimento della CO2, pulendo così l’aria e riducendo l’impatto ambientale. “Impact food è l’espressione concreta della sostenibilità senza rinunce nel settore agroalimentare. Ci piace infatti definirci una steakhouse sostenibile. Vogliamo avvicinare il grande pubblico a prodotti innovativi, ma senza rinunciare alle proprie abitudini e senza rimpiangere il piacere di mangiare carne e derivati. Vogliamo aiutare le persone a scegliere prodotti in modo consapevole, contribuendo a creare un futuro in cui ogni consumatore compia le sue scelte quotidiane in previsione della salvaguardia e del rispetto dell’ambiente e della vita; un futuro in cui potremo continuare a vivere, e non sopravvivere, sul nostro pianeta senza rinunciare all’evoluzione”, le parole degli ideatori e soci fondatori del format Alessandro Thellung de Courtelary e Giuditta Di Cosimo, riportate dal sito IndexFood.

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