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I Maneskin spaccano gli strumenti sul palco e sui social monta la polemica: “Distruggerli non è rock, è solo schifoso e fa piangere il cuore”

La band guidata da Damiano David è stata travolta dalle critiche dopo aver chiuso il tour americano distruggendo gli strumenti al termine del concerto: “Gesti profondamente fuori tempo, irrispettosi verso chi si fa debiti per acquistare uno strumento” è l'opinione più ricorrente tra i follower delusi dal loro atteggiamento

di Emanuele Corbo

Chiusura dirompente del tour americano per i Maneskin. La band, al termine del concerto a Las Vegas, ha distrutto gli strumenti sul palco sollevando non poche polemiche sui social. Un gesto che a molti follower non è piaciuto per niente, e forse le critiche erano state messe in conto da Damiano e soci, che su Instagram, a corredo di video e foto del gesto, hanno scritto: “Questo non era affatto previsto e forse abbiamo un po’ esagerato, ma ci è piaciuto! Caos e distruzione a Las Vegas a parte, il nostro viaggio nordamericano è appena finito e già ci manca tutto. Non potremmo essere più felici del tempo trascorso con voi e dell’amore che ci avete dimostrato! L’energia che avete portato a ogni singolo concerto ha reso questo tour semplicemente memorabile. Contando i giorni fino al nostro ritorno. Vi amiamo, grazie”.

LA POLEMICA SUI SOCIAL – I commenti al post sono, nella maggior parte dei casi, di condanna. È vero, nei decenni passati il rock è stato anche questo. Ma oggi ha davvero senso riproporre queste scene? Se lo sono chiesto in molti, avanzando l’ipotesi che possa trattarsi in realtà di un esibizionismo inutile: “Anni 70/80, il rock era cultura e cambiamento. Crisi e frattura con il passato. Quei gesti erano simbolici” fa notare qualcuno. “Perdonatemi, ho imparato ad apprezzare la vostra musica ma questi gesti sono profondamente fuori tempo, irrispettosi verso chi si fa debiti per acquistare uno strumento e rigorosamente non rock se poi mi taggate Gucci. Fate musica, sapete farla. Lasciate perdere l’esibizionismo stupido. Non ne avete bisogno”.

Scorrendo i messaggi dei follower torna molto spesso il tema dello schiaffo a chi non può permettersi simili strumenti: “Questa cosa la trovo penosa. Si vede che si sono dimenticati di quando suonavano per strada e non potevano permettersi strumenti di un certo livello. Bisognerebbe non dimenticarsi mai da dove si è partiti” è l’osservazione di altri fan. E ancora: “Distruggere strumenti musicali non è rock n roll, è solo schifoso e fa piangere il cuore”. C’è anche il commento di una mamma che invita la band a riflettere sul significato di quegli strumenti che hanno tra le mani: “Dear Maneskin, mio figlio a Babbo Natale ha chiesto una chitarra perché come voi vorrebbe ‘essere rock e far ballare la gente’. Vederla in frantumi è uno schiaffo ai sogni e alla miseria, non è rock, non è ribellione, è pure un deja vu vecchiotto e banalotto. Se vi avanzano, regalatele ai bambini. Costruite sogni, non rompeteli!”.

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