Il cancelliere dello Scacchiere britannico (l’equivalente del nostro ministro dell’Economia, ndr) Jeremy Hunt ha presentato oggi alla Camera dei Comuni l’attesa finanziaria d’autunno. La manovra si pone l’obiettivi di coprire un buco potenziale nelle finanze pubbliche di 55 miliardi di sterline (63 miliardi di euro) alzando le tasse e riducendo la spesa pubblica. Le imposte saliranno di 25 miliardi di sterline, con una pressione fiscale sui livelli più elevati dal 1948. Il cancelliere che promette però tutele per le fasce meno abbienti della popolazione. Viene abbassata la soglia che fa scattare l’aliquota di reddito più alta del 45% dalle attuali 150 mila sterline a 125 mila, così più contribuenti la pagheranno.

Altro gettito è atteso dall’ aumento dal 25 al 35% della tassa ad hoc annunciata nei mesi scorsi sugli extra profitti incassati dai colossi dell’energia. L’ imposta scatterà dal primo gennaio prossimo per rimanere in vigore almeno sino a marzo del 2028. “Non ho obiezioni a questo tipo di tassa se si tratta di pagarla genuinamente sui profitti generati dagli inattesi aumenti dei costi dell’energia, ma a patto che si tratti di una misura temporanea, che non scoraggi gli investimenti e che riconosca la natura ciclica di molti aspetti del business energetico”, ha sottolineato Hunt. Il cancelliere ha poi annunciato una tassa del 45% sui generatori d’elettricità, indicando in 14 miliardi di sterline di entrate in più per le casse dello Stato il ricavo previsto dal combinato disposto fra le due misure.

Sul fronte della spesa, il governo Sunak intende invece ri-estendere i sussidi a sostegno di famiglie e imprese per il caro bollette oltre la scadenza di aprile 2023 che lo stesso Hunt aveva inizialmente fissato. Ma con un incremento dopo aprile del tetto di spesa richiesto per accedervi da 2500 a 3000 sterline annue per famiglia, rispetto a quanto promesso dal precedente governo di Liz Truss. Un intervento destinato comunque nelle attese a evitare aumenti potenziali delle bollette fino a 4000 sterline per famiglia, nel contesto internazionale attuale. Hunt ha confermato l’aumento dal prossimo aprile delle pensioni e dei benefit sociali in linea con l’inflazione. Viene inoltre incrementato il salario minimo del 9,7%, portandolo a 10,42 sterline l’ora, e sono introdotti interventi mirati al welfare, come un tetto agli affitti agevolati che non potranno salire oltre il 7% nel 2023-24.

Per quanto riguarda il servizio sanitario pubblico (l’Nhs), Hunt ha annunciato fondi extra per 3,3 miliardi di sterline nei prossimi due anni. Le misure sono concepite in uno scenario economico che si prospetta recessivo. Nella finanziaria si prevede un calo del Prodotto interno lordo nel 2023 dell’1,4% e un ritorno alla crescita nel 2024 (+ 1,3%). Il Regno Unito avrà un’inflazione del 9,1% a fine 2022 per scendere al 7,4% nel 2023. La manovra è una chiara inversione di rotta rispetto a quella impostata dal precedente cancelliere Kwasi Kwarteng, che lo scorso ha provocato un calo della sterlina e del valore dei titoli di stato britannici innescando una crisi finanziaria conclusasi solo dopo le dimissioni della premier Truss a cui è succeduto Rishi Sunak .

La finanziaria anti-crisi presentata oggi dal governo Tory non è altro se non “un conto scaricato su milioni” di contribuenti britannici. Lo ha detto nella sua durissima replica a Hunt alla Camera dei Comuni la cancelliera ombra dell’opposizione laburista, Rachel Reeves, denunciando le misure governative di stabilizzazione dei conti come il risultato del fallimento e dei giri di volta delle politiche conservatrici. Reeves ha accusato l’attuale compagine di voler far pagare ai contribuenti “i miserabili fallimenti e la mala gestione” dell’economia imputata ai vari gabinetti a guida Tory succedutisi negli ultimi 12 anni.

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