I mesi passano, il freddo inizia a farsi sentire, le bollette pesano come un macigno sui bilanci delle famiglie. Ma il bonus sociale per elettricità e gas, uno sconto destinato ai nuclei con redditi bassi, resta un miraggio per oltre 1 milione di nuovi potenziali beneficiari con un Isee superiore agli 8mila euro ma inferiore a 12mila. A cui, in teoria, questa boccata di ossigeno spetta dallo scorso aprile. Molti stanno iniziando a pensare che l’annuncio fatto dall’ex premier Mario Draghi dopo il cdm dello scorso 18 marzo – “Aumentiamo da 4 a 5,2 milioni il numero delle famiglie protette dagli aumenti, che pagheranno l’energia come l’estate scorsa” – resterà tale. Non è così, assicurano gli addetti ai lavori: l’importo dovuto arriverà tra dicembre e gennaio, con gli arretrati. Peccato che i tempi di erogazione non siano esattamente un fattore irrilevante per chi fatica ad arrivare a fine mese.

“È evidente che chi ha pensato a questi sgravi non ha problemi economici”, commenta Emiliano Piccioni, moglie e due figli a carico, ora in cig a zero ore e alle prese dalla scorsa primavera con bollette luce da 3-400 euro al bimestre. “Non si rende conto che famiglie con questo Isee (il suo è sotto i 10mila euro, ndr) non possono permettersi di fare credito per mesi allo Stato o alle aziende fornitrici di energia. Altrimenti si sarebbe reso conto dell’esigenza vitale di snellire e velocizzare la procedura”. Piccioni si salva grazie a un alloggio sociale per il quale non paga affitto, ma “passare nell’arco di due anni da un range di 60-80 euro al mese (a seconda del periodo) a 160-200 euro vuol dire andare in rosso ogni volta che c’è una spesa extra. Come a settembre, quando abbiamo dovuto comprare libri e dizionari per mia figlia che iniziava i liceo. Tocca stringere la cinghia anche sul cibo. Ed è ancora più insopportabile quando sai che ti spetterebbero per legge da mesi importanti sgravi che per ingiustificabili ritardi burocratici ancora non ti vengono detratti”.

Quella del bonus sociale allargato è in effetti una storia di ordinaria burocrazia all’italiana. E di leggi mal scritte. L’esecutivo si era mosso per tempo: dopo aver (a partire da fine 2021) potenziato con ulteriori risorse le agevolazioni per chi già le riceveva, tre settimane dopo l’invasione russa dell’Ucraina il governo Draghi aveva appunto alzato da 8.265 a 12mila euro la soglia Isee sotto la quale spetta l’aiuto. Si parla di risorse importanti: per il trimestre ottobre-dicembre sono stati stanziati ben 2,4 miliardi e l’authority per l’energia Arera ha fissato il bonus, per una famiglia di quattro persone, a 321 euro per l’elettricità e fino a 1.430 euro per il gas (la cifra in questo caso dipende dalla zona climatica di residenza). Peccato che nella norma mancassero una serie di dettagli senza i quali Arera aveva fatto sapere di non poter stabilire come applicare il provvedimento. Avanti veloce: a maggio il governo ha inserito in un altro decreto le sospirate precisazioni. In fase di conversione del testo, arrivata a metà luglio, è stato disposto che agli aventi diritto il bonus sarebbe stato versato con effetto retroattivo fin da gennaio, come chiesto da Arera. Che a inizio agosto ha finalmente potuto pubblicare la delibera per l’attuazione del decreto di marzo.

Attesa finita, dunque? Ovviamente no: il calcolo delle cifre dovute richiede tempo, così come il passaggio di informazioni dall’Inps – che raccoglie le dichiarazioni sostitutive necessarie per ottenere l’Isee – ai fornitori di energia e gas attraverso il Sistema informativo integrato gestito da Acquirente unico, la società pubblica a cui è anche affidata la fornitura di energia ai clienti in regime di maggior tutela. E infatti nella delibera si legge che il riconoscimento dei nuovi bonus avverrà “a decorrere dal mese di ottobre 2022” e che per le Dichiarazioni sostitutive presentate fino a settembre il Sistema integrato “conclude le attività di propria competenza entro il mese di novembre 2022”. Così è stato: l’11 ottobre Acquirente unico ha pubblicato la procedura operativa per l’attivazione dei bonus. Ora ci siamo: nella prossima bolletta utile chi ne ha diritto troverà lo sgravio. Nessun ritardo, assicurano tutti gli enti coinvolti. Semmai c’è stato un problema di comunicazione: non si doveva dare l’impressione che le compensazioni sarebbero arrivate subito.

I contribuenti rimasti finora nel limbo la vedono ovviamente in un altro modo: aspettano da otto mesi, mesi durante i quali come è noto il prezzo del gas è schizzato fino a superare i 300 euro al Megawattora sulla Borsa di Amsterdam facendo volare le bollette. Una beffa a cui si aggiunge un ulteriore problema: per ottenere il bonus non serve far domanda, ma bisogna presentare la Dsu all’Inps. Moltissimi potenziali beneficiari non sono consapevoli di questa opportunità. Il risultato è che, secondo Il Sole 24 Ore, “metà delle risorse stanziate non sono state per ora sfruttate”. Un bel risparmio per le casse pubbliche, a spese di chi arranca per star dietro alle spese. Secondo indiscrezioni, il nuovo governo studia un meccanismo per rendere automatica l’erogazione. Intanto il tempo passa.

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