Ci sono gli atelier dell’alta moda di Armani, Curiel e di Alberta Ferretti. L’eccellenza orafa di Dolce e Gabbana e l’antica arte della lavorazione del corallo tramandata da Platimiro Fiorenza, maestro corallaro siciliano riconosciuto dall’Unesco come “Tesoro Umano Vivente”. E ancora, c’è la bottega di Cristina e Massimo, che in Friuli realizzano interamente a mano le scarpette del momento, le furlane; gli abiti tempestati di gemme di Osti Ricami, i cappelli di Gallia & Peter, la produzione di pellami d’eccellenza della conceria Presot e le calzature di Fratelli Rossetti, Santoni e Doucal’s. C’è tutto un mondo da scoprire tra palazzi storici, cortili nascosti, vecchie fabbriche reinventate, laboratori artigianali e botteghe storiche: sono le roccaforti della Moda, tradizionalmente chiuse al pubblico, che anche quest’anno per due giorni apriranno le loro porte rivelando ai visitatori i segreti e la sapienza antica che si celano nella moda italiana, un’eccellenza che tutto il mondo ammira e ci invidia ma anche un pilastro della nostra economia, il secondo settore industriale d’Italia. L’appuntamento è sabato 22 e domenica 23 ottobre con ApritiModa, l’iniziativa ideata dalla giornalista Cinzia Sasso che porta il grande pubblico eccezionalmente nel cuore produttivo del Made in Italy, facendogli scoprire il dietro le quinte dei prodotti che acquistiamo o vediamo nelle pubblicità.

Luoghi solitamente conosciuti e frequentati solo dagli addetti ai lavori diventano il cuore di un’esperienza unica tra sartoria e artigianato, all’insegna di saperi e mestieri antichissimi ormai quasi dimenticati; per toccare con mano come nascono le creazioni che il mondo ci invidia. Ben il 70% del lusso mondiale è infatti prodotto in Italia, dalle sapienti mani di artigiani-artisti che in quest’occasione raccontano volentieri il proprio lavoro. Un’iniziativa che gode patrocinio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Cultura, Ministero dello Sviluppo Economico, Fai – Fondo Ambiente Italiano, Fondazione Altagamma e Comune di Milano, in partnership con Camera Nazionale della Moda Italiana. Giunta quest’anno alla sua sesta edizione, conta quest’anno oltre 100 realtà in tutta Italia che hanno deciso di aprire le proprie porte organizzando visite gratuite ma tutte con prenotazione obbligatoria sul sito di ApritiModa.

Il vasto programma è stato presentato nella conferenza stampa tenutasi lunedì 17 ottobre a Palazzo Morando, il “museo della Moda” di Milano, alla presenza di Cinzia Sasso, l’ideatrice di ApritiModa; Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano, e Carlo Capasa, il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana. “È importante guidare le persone al cuore della manifattura, collegando il nostro tessuto produttivo al grande pubblico per far comprendere cosa c’è dietro l’immagine ‘luccicante’ che abbiamo di questo mondo”, ha sottolineato Capasa. “La filiera verticale italiana rappresenta un unicum d’eccellenza a livello mondiale ed è importante far toccare con mano la realtà della moda soprattutto ai giovani, trasmettendogli i valori culturali che vi sono insiti e la rilevanza di questo sistema imprenditoriale, così da avvicinarli a lavori che troppo spesso non prendono in considerazione”, ha chiosato il presidente di Cnmi. “Il 2023 – ha aggiunto Cinzia Sasso – sarà l’anno europeo della formazione professionale e noi speriamo di fare la nostra parte nel far conoscere e amare i mestieri che stanno dietro questo settore che fatica a trovare addetti. Ci piacerebbe che, anche grazie ad ApritiModa, diventassero attraenti, così com’è successo da quando i cuochi si sono trasformati in chef”. Tra l’altro, il 12 ottobre scorso proprio ApritiModa ha raccontato la bellezza e la bravura del Made in Italy nel cuore dell’Europa con una presentazione a Bruxelles presso il Parlamento europeo e poi un ricevimento speciale organizzato dall’Ambasciata italiana a cui hanno partecipatolo stesso Capasa e Alberto Vanderbilt Cavalli, direttore della Fondazione Cologni per i Mestieri d’Arte. Intesa Sanpaolo si conferma per il terzo anno consecutivo main sponsor dell’iniziativa: in conferenza stampa era presente anche Fabrizio Paschina, executive director Comunicazione e Immagine Intesa Sanpaolo, che ha commentato: “Con il sostegno a iniziative come ApritiModa, che promuovono la cultura del bello, la Banca testimonia l’importanza di dare visibilità alle eccellenze del Made in Italy e conferma ancora una volta lo stretto legame con il territorio nazionale”.

Scegliere tra gli appuntamenti in programma è un’impresa ardua: noi di di FqMagazine abbiamo quindi deciso di organizzare un tour che sia, nel suo piccolo, rappresentativo, e sabato vi porteremo con noi tra i monumentali palazzi milanesi che ospitano gli atelier di Alberta Feretti, Serapian e Curiel; passando poi per la bottega di Osti ricami e il quartier generale dell’alta gioielleria di Dolce e Gabbana a Legnano. Ma per i milanesi segnaliamo anche le visite all’ombrellificio di Francesco Maglia Ombrelli, fondato nel 1876 e i tour ai Laboratori del Teatro alla Scala. E, ancora, l’apertura dell’archivio Gianfranco Ferrè nel Centro di Ricerca a lui intitolato dal Politecnico di Milano e Moncler, che quest’anno celebra i suoi 70 anni. Dal Piemonte alla Sicilia, vi consigliamo poi di visionare il laboratorio di Lis Furlanis in Friuli, la camiceria Nolano a Napoli, la conceria Presot in provincia di Pordenone, l’antica Passamaneria Massia a Torino, il lanificio Cerruti a Biella e, ovviamente, il laboratorio di Platimiro Fiorenza a Trapani.

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