Ancora Nostradamus, ancora bufale. E questa volta tocca a Carlo III. Non ci stancheremo mai di dirlo (anche se l’avevamo scritto urbi et orbi qui): le profezie di Nostradamus di per sé non esistono. Ma andiamo con ordine. Cerchiamo di capire dove la nuova catena di Sant’Antonio delle fake del 21 settembre 2022 comincia. Sembra che la colpa sia di qualche ardimentoso tabloid inglese che rispolvera nientemeno che le farneticanti traduzioni e interpretazioni delle terzine di Nostradamus da parte dello scrittore inglese Mario Gilbert Priester-Reading. Un signore morto nel 2017 che non ha pubblicato solo il volume Le profezie di Nostradamus, ma anche Le profezie dei templari e soprattutto Il codice Maya. Per quest’ultimo tema, rimandiamo ancora una volta al link sovrastante, accennando solo il fatto che di “versioni” del calendario (ginepraio) Maya ce ne sono a bizzeffe e non una univoca, e soprattutto quella di Priester-Reading è solo una delle tante. Torniamo a Nostradamus, o meglio: alle sue infinite interpretazioni. Ribadiamo quello che abbiamo scritto sei mesi fa: Le Profezie, il volume di Nostradamus pubblicato (si presume) per la prima volta nel 1555, e contenente 947 quartine sul futuro del pianeta terra, è un insieme di versi pomposi e vaghi, in un francese talvolta arcaico e zoppicante, con riferimenti simbolici (ad esempio “la grande poche” viene tradotta dagli esegeti ufficiali come la Borsa quindi la “grande finanza internazionale”) e antichi, figli del tempo in cui sono stati scritti, che vengono continuamente reinterpretati ad uso e consumo di chi li vuole banalmente sfruttare per attirare attenzione su di sé.

Ergo, se chiunque di noi si mette lì, prende intanto la pubblicazione più attendibile delle Profezie (e già qui ce ne sarebbe da dire) e si inventa un significato, il valore della nostra/vostra traduzione vale come quella di Priester-Reading. Ora, cosa ha scritto nel 2005 l’autore inglese rispetto a tutto il cucuzzaro reale britannico? Che, secondo lui, “la regina Elisabetta II morirà intorno al 2022, all’età di circa novantasei anni”. Ripetiamo che giova: Nostradamus non ha mai scritto nulla di ciò, ma Priester-Reading l’ha voluto tradurre così. E ancora, sempre senza che Nostradamus abbia mai scritto ciò: “Il principe Carlo avrà 74 anni nel 2022, quando diventerà re. Ma il risentimento contro di lui della popolazione britannica, dopo il suo divorzio da Diana, principessa del Galles, ancora durerà”.

Nel 2006 l’autore ha aggiornato la sua opera (non Le Profezie del sommo, ci mancherebbe) per via di un’ulteriore assurda interpretazione di qualche terzina di Nostradamus e riferendosi a Carlo: “Un uomo lo rimpiazzerà, uno che mai si sarebbe aspettato di divenire re”. Ora, valutando che anche Carlo III non è e sarà immortale, qui si difetta in data di morte ma soprattutto di precisione nel successore. Nostradamus interpretato, insomma, zoppica e latita un po’ (figuriamoci il Nostradamus originale, o quello che è stato usato come originale da Priester-Reading). Qui, ovviamente, e chiudiamo, l’autore ha voluto metterci del suo (ricordiamo siamo nel 2006) vagheggiando affermazioni del tutto proprie dove postula l’ipotesi di Harry re invece di William, quando anche i sassi oramai sanno che Harry è quinto in linea di successione rispetto a papà Carlo, dietro anche alla prole di William. Insomma, quando vedete negli articoli di qualunque giornale “profezia di Nostradamus” siete di fronte a fake imbellettate e forzate a proprio gusto e piacimento. Sapevatelo.

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