I soldi non possono comprare tutto, venite con rispetto e sarete rispettati“. Questa la didascalia che accompagna un video pubblicato dal tatuatore Cristiano Gulia su TikTok il 16 settembre scorso. Cos’è accaduto? Una signora (mai inquadrata, si sente solo la voce) è entrata nel suo studio per prendere un appuntamento per il figlio, ma il tatuatore si è rifiutato dicendo: “Signora, non è una questione di acconto. Il regolamento che lei ha letto è valido per i maggiorenni. Suo figlio quanti anni ha?”. “Quasi 16. Qual è il problema se fai un tatuaggio a un ragazzetto? Tutti i suoi amici ce l’hanno, mi sta assillando”, ha replicato lei. Quindi Gulia: “Quasi 16 significa che non ha ancora compiuto 16 anni. Il problema è il punto, anche se la sta assillando”. “Vuole una rosa sul collo, qual è il problema? Mi avevano detto: ‘Vai da Cristiano, è bravo, è bravo, dai‘”, ha quindi insistito la mamma. Ma il tatuatore è rimasto fermo sulla propria idea: “Il problema è che io, personalmente, una rosa sul collo ad un quindicenne non la faccio. Poi, sono contentissimo che le abbiano consigliato me, vuol dire che hanno stima di me. E siccome hanno stima di me sanno che io i tatuaggi…“, neanche il tempo di terminare che la signora lo ha interrotto: “Allora devo cercare qualcun altro che lo faccia”. Cristiano quindi le ha chiesto: “Una domanda: come mai è venuta lei qui e non suo figlio di persona?”. “Perché mi ha chiesto di venire da parte sua“, ha replicato la mamma dell’adolescente. Quindi lui: “Allora dica a suo figlio che i tatuaggi si fanno in due, può essere un buon inizio se viene anche lui la prossima volta a chiedere”. Allora lei: “Troveremo un altro che faccia questo tatuaggio, arrivederci“. Infine il tatuatore: “Lo troverà facilmente guardi, arrivederci e complimenti per l’educazione”. Quasi 8 milioni le visualizzazioni della clip nel momento in cui scriviamo e più di 13mila commenti, tra cui: “Hai fatto benissimo”, “È una cosa fatta apposta ma il messaggio è giusto“, “Questa si chiama professionalità e ormai se ne trova poca”. Due giorni dopo il tatuatore è tornato a parlare dell’episodio: “Non mi aspettavo che il mio video scatenasse un polverone a livello nazionale, per questo ci tengo a chiarire alcuni dettagli. La madre erano già 10 minuti buoni che con arroganza pretendeva che io facessi il tatuaggio sul collo al figlio di 15 anni. Invece di porsi la domanda sul perché il figlio volesse farsi un tatuaggio così grande sul collo come primo tatuaggio, che complessi avesse o quale messaggio volesse mandare, lei stava solo pensando al prezzo, sbattendomi poi la porta in faccia e andando via. Ho rifiutato il mio operato perché, al di là di quello che dice la legge italiana, un tatuatore che si rispetti davanti ad un minorenne al suo primo tatuaggio, non pensa solo ai soldi, al ‘tutto e subito’. Anzi, lo prende per mano e lo accompagna nel mondo meraviglioso dell’arte che il tatuatore rappresenta. Per il resto, rimango della mia idea. Sono orgoglioso del gesto che ho fatto, daje!”, ha raccontato sempre su TikTok.

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