“Insieme possiamo superare la tempesta”. Liz Truss lo ha detto nel corso del suo primo discorso da premier a Downing Street. Eletta dal partito conservatore, ha ricevuto dalla Regina l’incarico di formare un nuovo Governo. Al ritorno dall’udienza con Elisabetta II, che l’ha accolta in piedi ma appoggiata a un bastone, Truss ha ammesso il difficile periodo che sta attraversando il Paese e ha promesso di “trasformare la Gran Bretagna”.

Truss ha elencato tre priorità del suo governo. La prima è rilanciare l’economia tagliando le tasse e avviando riforme per snellire le procedure che rallentano i progetti infrastrutturali e la costruzione di nuove case. La seconda è la gestione della crisi energetica. Tra i tanti problemi che Truss deve affrontare, infatti, – dalla recessione che incombe alle tensioni sociali già sfociate in scioperi di massa – il più grave e urgente è il costo della vita, e in particolare l’aumento dei costi di elettricità e gas. A tale proposito, la neo premier ha detto di avere già pronto un piano per gestire il caro-energia e potrebbe presentarlo a breve. Secondo anticipazioni, intenderebbe congelare per 18 mesi le bollette delle famiglie a 2.500 sterline annue, abolendo quindi il previsto aumento oltre quota 3.500 sterline in ottobre e oltre le 5mila sterline in gennaio. Il costo previsto sarebbe superiore ai 50 miliardi di sterline. La terza priorità è sostenere il Servizio sanitario nazionale (Nhs), che era già in rosso prima del Covid-19 e che è stato messo a dura prova dalla pandemia.

Secondo un sondaggio a caldo fatto da YouGov, gli inglesi non hanno molta fiducia in lei: solo un cittadino su sette ritiene che Truss sarà migliore di Boris Johnson e uno su quattro è convinto che sarà peggio. Qualche ora prima di Truss era stato il suo predecessore a tenere un discorso a Downing Street, l’ultimo da premier prima di andare dalla Regina per rassegnare le dimissioni. Johnson ha elencato i suoi successi da premier, dalla Brexit alla gestione della pandemia, al sostegno all’Ucraina, senza citare gli scandali che hanno portato alla sua uscita di scena. Johnson ha lanciato anche un appello al partito conservatore diviso a ricompattarsi attorno al nuovo governo: “È ora che tutti noi sosteniamo Liz Truss, la sua squadra e il suo programma”, ha detto BoJo lasciando Downing Street per l’ultima volta.

Intanto arrivano le prime nomine. Therese Coffee è stata nominata ministra della Sanità e vice premier: è l’ex titolare del Lavoro ed amica personale di Liz Truss, a capo della sua campagna per la scalata a Downing Street. Si compone, così, un tandem al femminile. Nominato anche – come indicato dalle previsioni – il 51enne James Claverly per la poltrona di ministro degli Esteri in sostituzione della stessa Truss. C’è poi Suella Braverman, di radici familiari indiane: subentra alla collega Priti Patel, al timone dell’Home Office (dicastero dell’Interno). Anche la sua era stata una nomina preannunciata dalle anticipazioni dei media. Kwasi Kwarteng, genitori originari del Ghana, è stato indicato come nuovo cancelliere dello Scacchiere: si tratta del responsabile del dicastero che controlla il Tesoro, le Finanze e il Bilancio nel Regno Unito. Sotto Boris Johnson era stato ministro delle Attività Produttive.

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