Una Corte a Mosca ha revocato la licenza di pubblicazione per il giornale indipendente Novaya Gazeta, diretto dal Premio Nobel per la pace Dmitry Muratov. Lo riferisce l’agenzia Ria Novosti. La decisione è stata presa su richiesta dell’ente statale per il controllo sui media, Roscomnadzor. Novaya Gazeta aveva comunque sospeso le pubblicazioni per decisione autonoma fin da marzo denunciando pressioni delle autorità per la sua posizione critica contro la cosiddetta operazione militare speciale in Ucraina, come viene definita la guerra in corso all’interno dei confini russi per volere di Vladimir Putin. “Hanno ucciso il giornale”: così ha commentato la revoca Novaya Gazeta.

Il 5 marzo scorso la Duma, il Parlamento russo, ha approvato con larga maggioranza una nuova legge sulla disinformazione: un modo per imbavagliare le opinioni che vanno contro la linea imposta dal regime. Secondo i sostenitori del nuovo testo, lo scopo era limitare la diffusione di informazioni “false” sulle forze armate. Si arrivava appunto a rendere reato – punito con un massimo di 15 anni di reclusione – anche l’uso di termini come “guerra” o “invasione”, in favore della formula imposta dal Cremlino.

“Rappresenta un “nuovo colpo” all’indipendenza dei media russi”, ha commentato l’Onu. “Siamo profondamente preoccupati per la decisione del tribunale di Mosca di revocare la licenza di Novaya Gazeta, un rispettato quotidiano nazionale il cui caporedattore ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace 2021. La corte ha ritenuto che il giornale avesse ripetutamente omesso di rispettare i requisiti della legislazione sugli agenti stranieri”, ha commentato la portavoce dell’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite, Ravina Shamdasani. La sentenza “è l’ennesimo colpo all’indipendenza dei media russi, le cui attività sono state ulteriormente compromesse dalle restrizioni legali e dall’aumento dei controlli statali imposti a seguito dell’attacco della Federazione Russa all’Ucraina”, ha aggiunto.

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