“I gay? Per quanto mi riguarda la maggior parte di loro sono malati, ma è una malattia da cui si può uscire. Possono essere curati“. E ancora: “È da idioti affermare che il fascismo è il male assoluto, mi farei uccidere piuttosto di dirlo. Non ho mai negato simpatie per il regime fascista, oggi più che mai”. La fuga degli assessori dalla Regione Lombardia – sono ben cinque i candidati alle prossime Politiche – ha già prodotto un primo effetto: lunedì Riccardo De Corato si dimetterà dalla Giunta guidata da Attilio Fontana. E alla casella della Sicurezza – incarico che ha già ricoperto – verrà promosso Romano La Russa, fratello del più famoso Ignazio, che nel 2012 definì i gay “malati” che appartengono “a una specie di setta, di massoneria”; mentre l’anno prima si era lanciato in un’apologia di fascismo: “Chi è più fascista tra me e Ignazio? Si è fascisti e basta”.

LA FUGA DALLA GIUNTA – A Palazzo Lombardia non deve tirare una bella aria. E infatti cinque assessori su 16 hanno ben pensato di abbandonare la nave in cerca di un posto al sole in Parlamento. Se Lara Magoni (Turismo) di Fratelli d’Italia e Raffaele Cattaneo (Ambiente) di Noi Moderati hanno poche – pochissime – possibilità di sedere tra i banchi, rispettivamente, di Camera e Senato, le quotazioni salgono per i due forzisti Melania Rizzoli (Lavoro) e Fabrizio Sala (Istruzione). Ma chi è proprio sicuro di andare a Montecitorio è De Corato (Sicurezza), tanto che, come scrive il Giornale, tra tre giorni rassegnerà le proprie dimissioni. E a rimpiazzarlo, da qui alle elezioni della prossima primavera, c’è Romano La Russa.

UNA VITA A DESTRA E IL FLOP ALLE ELEZIONI – Romano è il fratello meno famoso dell’attuale vicepresidente della Camera e big del partito di Giorgia Meloni, ma vanta una lunga carriera politica. Come Ignazio segue le orme del padre, Antonino, segretario del Partito nazionale fascista di Paternò e senatore del Movimento sociale italiano nel Dopoguerra (curiosità: il primogenito, Vincenzo, siederà in Parlamento per tre legislature con la Democrazia cristiana e col Centro cristiano democratico). Da studente del liceo Carducci di Milano, Romano aderisce alle organizzazioni giovanili del Msi: Giovane Italia e poi Fronte della Gioventù. Diventa consigliere comunale a Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni. Poi il salto, con Alleanza nazionale: capogruppo in Regione Lombardia a cavallo del Duemila ed europarlamentare (2004-2008). Nel 2008 Roberto Formigoni lo nomina assessore all’Industria poi, nel 2010, viene eletto sempre in Regione (con più di 9mila preferenze) e guida l’assessorato alla Sicurezza (fino al 2012). In quegli anni viene indagato per finanziamento illecito con l’accusa di aver ricevuto contributi elettorali illegali: a processo con rito abbreviato viene assolto. Con Fratelli d’Italia è meno fortunato: si presenta alle Regionali del 2013, incassa 1700 preferenze e non viene eletto. Sorte peggiore cinque anni dopo: si candida sia in Lombardia sia alla Camera. Ma ancora una volta senza successo.

LA PARTITA INTERNA A FRATELLI D’ITALIA – Ora per Romano si profila la “promozione”, dopo anni di delusioni politiche, all’assessorato a cui Meloni&co hanno sempre tenuto molto. Va a sostituire un collega di partito, ma è facile prevedere che, se il centrodestra risulterà vincitore l’anno prossimo, per lui il posto nella nuova Giunta è già prenotato. Tanto più che Fratelli d’Italia acquisterà maggiore peso nella coalizione. Chi perde un giro a Palazzo Lombardia è il capogruppo di FdI al Pirellone, Franco Lucente, che nei giorni scorsi era stato indicato come possibile successore di De Corato. Per la fretta di piazzare La Russa all’assessorato, tuttavia, si verrà a creare una situazione curiosa: De Corato, con la rinuncia alle deleghe, tornerà a essere consigliere “semplice” e Lucente, primo dei non eletti, perderà la carica. Per quanto? Almeno per un mese; fino a quando, cioè, l’Aula si riunirà per ufficializzare l’addio dell’attuale assessore alla Sicurezza. Nel frattempo, però, gli altri consiglieri di FdI potrebbero non essere interessati ad aspettare il loro capogruppo e non è escluso che possano convocare la riunione per una nuova elezione (Barbara Mazzali, pur essendo candidata alle Politiche, è quella che può vantare i “gradi” più alti). Lucente, seguendo questa ipotesi, perderebbe così anche il ruolo di capogruppo. Per chi non ha parenti ex ministri, purtroppo, le cose possono andare così.

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