In attesa della sospensione delle forniture per tre giorni da parte di Gazprom, mercoledì il prezzo dei contratti future sul gas con scadenza a novembre e dicembre ha superato alla borsa Ttf di Amsterdam i 300 euro a megawattora arrivando fino a 302,9. In chiusura la fiammata è rientrata e le quotazioni sono tornate a 292 euro: si tratta di circa 15 volte più della media stagionale quinquennale. L’emergenza energetica è ormai stabilmente in cima all’agenda dei leader europei. Il governo tedesco ha varato una legge per il razionamento energetico, che tra il resto limita il riscaldamento degli edifici pubblici e vieta i cartelloni pubblicitari illuminati, in Italia il ministro Roberto Cingolani annuncia “a giorni” un piano di risparmio e in Francia il presidente Emmanuel Macron avverte che è arrivata “la fine dell’abbondanza“. Secondo Bloomberg, i ministri dell’Energia dell’Unione europea potrebbero tenere una riunione di emergenza per discutere dell’idea di un tetto massimo ai prezzi, ha detto il ministro dell’Industria della Repubblica Ceca, che ha la presidenza di turno: “Se hai un mercato europeo e un problema per tutta l’Europa, l’approccio più semplice è cercare una soluzione a livello europeo”.

Oggi il presidente del Consiglio Mario Draghi, intervenendo al Meeting di Rimini, ha detto che i costi del gas “hanno raggiunto livelli insostenibili” e ha ricordato che “il governo ha spinto in Ue per un tetto massimo al prezzo del gas russo, alcuni Paesi continuano a opporsi, però i frequenti blocchi delle forniture hanno dimostrato i limiti di questa posizione. Oggi l’Europa ha forniture incerte e prezzi esorbitanti”. Al prossimo Consiglio europeo, dopo che quello di giugno aveva deciso di rinviare la discussione, è attesa la presentazione di una proposta dalla Commissione in materia. Inoltre la Commissione Ue “presenterà anche una riflessione su come slegare il costo dell’energia elettrica dal costo del gas“. Oggi il prezzo di vendita è il prezzo marginale che si forma ogni giorno sul mercato elettrico e dipende dal costo di produzione delle centrali a gas, molto più alto di quello per produrre da rinnovabili. “Questo legame che c’è tra il costo dell’energia elettrica prodotta con le rinnovabili, e quindi acqua, sole, vento, e il prezzo massimo del gas ogni giorno è un legame che non ha più senso“. Anche il segretario Pd Enrico Letta oggi ha detto che “disaccoppiare i prezzi di elettricità e gas e di fonti fossili e fonti rinnovabili è fondamentale per abbassare i costi per cittadini e imprese”. Due giorni prima aveva proposto una cosa diversa: un tetto nazionale al costo delle bollette elettriche.

L’Italia rimane in quello che il Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale definisce “stato di preallerta” e secondo l’Adnkronos non sono alle viste interventi urgenti. I due step successivi sono “allarme” ed “emergenza”. Nei primi due il mercato va avanti e c’è un monitoraggio costante che, in caso di un impennata dei rischi, fa passare dal preallarme all’allarme; nel terzo, il mercato non può funzionare e scattano misure straordinarie, che vanno dall’utilizzo dello stoccaggio strategico al razionamento dei consumi.

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