Separazione delle carriere dei magistrati, riforma del Csm, valutazione dei magistrati, riforma della prescrizione, inappellabilità delle sentenze di assoluzione. Sembrerebbe il programma di uno dei partiti del centrodestra e invece è il programma giustizia presentato oggi in Senato da Azione e Italia viva. La riforma del Csm è stata già fatta dal governo Draghi con la ministra Marta Cartabia. “Riforma timida che non eliminerà il potere delle correnti” afferma Maria Elena Boschi. E anche l’istituto della prescrizione, attraverso l’introduzione dell’improcedibilità, è stata riformata da Draghi e Cartabia. “Compromesso al ribasso per una norma che non funzionerà bene”. Colpa del governo? “No, di Pd e M5S” sentenzia Boschi.

E sull’inappellabilità delle sentenze d’assoluzione, rilanciate ieri da Silvio Berlusconi, Boschi non rivela converge con Forza Italia. “E’ una proposta della commissione che aveva istituito la ministra Cartabia ed era la sintesi del suo lavoro”. Alla presidente dei deputati di Italia viva poniamo il tema dell’incostituzionalità decisa dalla Consulta, in quanto – al tempo della legge Pecorella, 2006 – la legge avrebbe consentito all’imputato di appellare contro le sentenze di assoluzione senza accordare al pubblico ministero lo speculare potere di proporre appello contro le sentenze assolutorie. “Serve una modifica costituzionale – ha risposto Boschi – Non siamo d’accordo con Forza Italia, noi siamo un altro partito e abbiamo fatto altre scelte”.

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