Nella ricerca della dieta migliore per essere al top in estate, ci sono in agguato alcuni nemici che possono rovinare il risultato sperato. Tra questi, maggiori tentazioni offerte da momenti di incontro in vacanza per bere qualcosa insieme, birra, spritz e cocktail alcolici. In altre parole, si sottovaluta l’influenza dell’alcol sul peso forma. Quanto lo condiziona? “Dipende. Se consideriamo che una percentuale non irrilevante di italiane e italiani è sovrappeso o affetta da obesità, appare logico e salutare eliminare tutte le calorie ‘vuote’, irrilevanti e assolutamente inutili dell’alcol che plausibilmente sottratte dal consumo abituale o occasionale favorirebbero una perdita anche rilevante di chili”, chiarisce subito il dubbio il professor Emanuele Scafato, Direttore Osservatorio nazionale alcol – Centro Oms Promozione della salute e ricerca sull’alcol, Istituto superiore di sanità.

Professor Scafato, ci può fare qualche esempio concreto?
“Se sottraiamo ogni giorno dal consumo abituale due bicchieri di vino o di birra o di superalcolico, di amaro o di una combinazione di qualunque bevanda alcolica, si abbatte di circa 200 calorie l’apporto energetico quotidiano che in 30 giorni rappresentano circa 6.000 calorie, corrispondenti mediamente a un chilo di peso. È stato dimostrato che questo approccio virtuoso e salutare determina in un anno la perdita di circa 7-9 chili in assenza di qualunque altra azione di natura dietetica o di esercizio fisico. Se poi consideriamo che l’alcol è una molecola tossica, cancerogena, psicoattiva al punto tale da determinare dipendenza e antinutriente, scegliere di non consumare alcolici è prevenzione di buon senso di oltre 220 patologie e di 7 tipi di cancro. L’alcol inoltre interferisce con i meccanismi brucia grassi del corpo e con la stimolazione della grelina, un ormone che regola la sensazione di sazietà e spinge a consumare più carboidrati favorendo un aumento di peso”.

Sfatiamo qualche altro mito. La birra contiene in genere meno alcol rispetto ad altre bevande alcoliche e, magari, viene considerata “leggera”.
“Il concetto di light è un inganno del marketing. Un recente dibattito internazionale, promosso dall’Osservatorio nazionale alcol in collaborazione con l’Oms di Ginevra, ha messo in evidenza l’attenzione che occorre prestare alle ambiguità del marketing e della commercializzazione, specie relativi a target più vulnerabili di consumatori: i minori, i giovani, le donne, gli anziani. In generale – light o tradizionali – le bevande alcoliche sono comunque ricche di calorie. Proteine e carboidrati hanno 4 calorie per grammo, il grasso ne ha 9 ma l’alcol ne ha 7 e bere alcolici può compromettere le funzioni delle ghiandole che rilasciano ormoni e le funzioni dei tessuti presi di mira da quegli ormoni, il che può causare, come detto, una serie di problemi di salute. Il consumo di alcol può provocare anche un aumento dei livelli dell’ormone cortisolo, che è stato collegato all’aumento di peso. È stato verificato anche un legame con altri ormoni, come la melatonina, associata al controllo del ciclo sonno-veglia con verificata privazione del sonno, fortemente legata, come è noto, all’aumento di peso nel tempo”.

L’estate è anche il tempo di matrimoni e feste in cui si tende un po’ ad “alzare il gomito”. Che consigli si sente di dare per queste occasioni?
“D’estate si suda, ci si disidrata, bere alcolici disidrata ancora di più e un calice di vino bianco ghiacciato o una birra gelata, uno spropositato cocktail servito in un vaso da fiori, non disseteranno mai le cellule dell’organismo. Proprio perché si ha più sete, occorre stare lontano dagli alcolici e preferire le bevande naturali e poco zuccherate, sicuramente analcoliche. Se poi si dovesse scegliere gli alcolici, mai superare il bicchiere ai pasti per donne e anziani – se non hanno controindicazioni legate all’uso di farmaci o malattie in atto che ne sconsigliano l’uso -; massimo due, ben distanziati, per l’uomo maturo e in buona salute, sempre che poi non si debba guidare. Ricordo che l’estate è la stagione con la più elevata mortalità prematura e disabilità a causa dell’alcol; la movida e le vacanze fanno da cornice a contesti sicuramente più pericolosi e intossicanti, con le happy hours che vengono organizzate sulle spiagge a partire dal tardo pomeriggio con conseguenze drammatiche sulle strade soprattutto per il danno causato a terzi che subiscono gli effetti dell’irresponsabilità altrui. Togliere le chiavi di una moto o di una macchina all’amico o al familiare che ha bevuto un bicchiere di alcolico e non ha atteso le due ore canoniche prima di mettersi alla guida, salva delle vite e previene disabilità. Se si sceglie di bere, è meglio trascorrere alcuni giorni senza alcol a settimana; usare un bicchiere più piccolo riduce le quantità consumate ed è bene poggiarlo da qualche parte piuttosto che tenerlo in mano con l’inevitabile tendenza a portarlo con più frequenza alla bocca. Alternare bevande alcoliche con bevande analcoliche non zuccherate o acqua può aiutare le persone a consumare meno alcol entro un determinato periodo; leggere le etichette e conoscere quante calorie apporta la bevanda che stiamo consumando è stato dimostrato essere un deterrente al bere, contribuendo anche a rispettare l’impegno di dimagrire”.

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