Mentre in alcuni paesi europei si sperimenta la gratuità di alcuni mezzi pubblici e si cerca di agevolare i pendolari, in Lombardia si va verso l’aumento degli biglietti della metropolitana milanese (Atm) e dei treni regionali (Trenord). La notizia, riportata da più testate, è che tra ottobre e novembre il costo delle corse sarà più alto. Per i biglietti della metro – mentre l’importo degli abbonamenti dovrebbero restare invariato – si ipotizza un aumento che va dai 10 e fino ai 30 centesimi. Un incremento deciso in seguito a una normativa regionale relativa agli adeguamenti all’inflazione che l’Agenzia del trasporto pubblico locale dovrà recepire del bacino della Città metropolitana di Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia dovrà recepire secondo quanto stabilito da Regione Lombardia.

Dal Pirellone viene spiegato che “il regolamento tariffario regionale stabilisce che le tariffe debbano essere adeguate annualmente in base al tasso di inflazione definito dalla Regione stessa, corretto in funzione di indicatori di qualità definiti dalle Agenzie”. Nell’assestamento al bilancio 2022 la Regione, con una deroga, ha stabilito che gli aumenti non devono riguardare per forza tutti i titoli di viaggio, ma si possono applicare in maniera differenziale. L’Agenzia del bacino metropolitano ha perciò optato per non toccare i pacchetti mensili e annuali utilizzati soprattutto dai lavoratori, dagli studenti, dagli anziani.

“Regione Lombardia, con una legge approvata a Luglio, ha obbligato noi e tutti i comuni e le province facenti parti dell’Agenzia del trasporto pubblico locale (Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia) ad aumentare i prezzi dei biglietti per l’adeguamento Istat. Mi stupisce molto che chi a livello nazionale continua a promettere di abbassare le tasse, poi a livello locale, dove governa da anni, si comporti esattamente all’opposto, costringendo all’aumento tariffario – scrive su Facebook l’assessora alla Mobilità del Comune di Milano Arianna Censi -. Ma questa volta non possiamo consentire loro di tirare il sasso e nascondere la mano. Noi e gli altri soci dell’Agenzia del TPL siamo stati messi di fronte ad una scelta già presa. In sostanza, l’aumento deve scattare obbligatoriamente per rispettare la normativa regionale che impone alle società dei trasporti – compresa Atm – di adeguare i prezzi all’inflazione. A quel punto abbiamo scelto di tutelare chi utilizza quotidianamente i mezzi pubblici, decidendo di non aumentare i prezzi degli abbonamenti e intervenendo esclusivamente sui titoli occasionali. Se avessimo potuto scegliere sin dall’inizio, non avremmo di certo deciso ora l’adeguamento tariffario all’Istat, in un momento economicamente difficile per i cittadini”.

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