59. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia
Posticipata di un’edizione a causa del Covid, fino a fine novembre è in corso a Venezia la 59. Esposizione Internazionale d’Arte. Il vuoto creato dalla sospensione forzata – imposta alla rassegna per la terza volta dal 1895 dopo la Prima e la Seconda guerra mondiale – è stato riempito nel 2020 da una mostra d’archivio sulla storia della Biennale, curata per la prima volta da tutti i Direttori artistici dei vari settori. La mostra principale, Il latte dei sogni, prende il titolo da un libro di favole di Leonora Carrington, che la curatrice Cecilia Alemani interpreta come “un mondo magico nel quale la vita viene costantemente reinventata attraverso il prisma dell’immaginazione e nel quale è concesso cambiare, trasformarsi, diventare altri da sé”. La mostra principale include opere di artiste affermate come Rosemarie Trockel ai Giardini e Barbara Kruger all’Arsenale, affiancate da lavori di artiste meno conosciute al grande pubblico, come i dipinti alchemici della stessa Leonora Carrington (1917-2011). Tra le partecipazioni nazionali da segnalare, il Padiglione degli Stati Uniti d’America con le sculture femminili primordiali di Simone Leigh e quello del Belgio con la poetica ludicità di Francis Alÿs.

Documenta fifteen, Kassel
documenta è la seconda manifestazione internazionale d’arte contemporanea più rilevante al mondo e si tiene nella città di Kassel, in Germania, ogni cinque anni. Ha una durata di cento giorni e terminerà il prossimo 25 settembre. È stata inaugurata da Arnold Bode nel 1955 e la prima edizione coinvolse artisti come Picasso e Kandinskij. Quest’anno i direttori artistici della manifestazione sono i ruangrupa, un collettivo di Giacarta che, da oltre vent’anni, opera nell’ambito del non-profit indagando tematiche connesse alle scienze sociali e alla politica. Recentemente le accuse di antisemitismo a un grande murales del collettivo indonesiano Taring Padi hanno portato alle dimissioni forzate della direttrice Sabina Schormann e a una proposta di legge contro l’antisemitismo nell’arte, oltre al ritiro volontario delle opere dell’artista tedesca Hito Steyerl. La ragione per cui la manifestazione si tiene a Kassel è una conseguenza del devastante bombardamento britannico subito dalla città nell’ottobre del 1943, durante il quale il centro venne completamente raso al suolo, causando la morte di circa 10.000 persone.

2. Manifesta 14, Pristina
La Biennale itinerante europea Manifesta approda per la sua quattordicesima edizione in Kosovo. Inaugurata lo scorso 22 luglio a Pristina, questa edizione, caratterizzata da un supporto finanziario internazionale che include le Nazioni Unite, lascerà alla città progetti di riqualificazione urbana con budget stanzianti per i quattro anni successivi ai cento giorni di durata della Biennale, così da evitare il veloce declino dei lasciti alla città, come avvenuto in Sicilia per l’ultima edizione realizzata in collaborazione con Sisal. Manifesta 14 è stata curata dallo studio di architetti CRA-Carlo Ratti Associati di Torino e dalla curatrice Catherine Nichols, insieme a un team di ricercatori, professionisti e cittadini locali. Gli interventi urbani spaziano da progetti di artisti kosovari come Petrit Halilaj e Flaka Haliti al decadente Grand Hotel, a quelli di star internazionali come Ugo Rondinone al memoriale alla Fratellanza e Unità tra serbi, turchi e kosovari. Oltre la Biennale, sicuramente un luogo interessante da visitare anche dal punto di vista socio-politico e/o bellico, per guardare al conflitto ucraino con uno sguardo più consapevole.

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