Immaginate una sera d’estate, di quelle in cui improvvisamente il cielo si annuvola e inizia a cadere una leggera pioggia battente. Di quelle che poi sprigionano nell’aria un profumo soave di terra bagnata, di pino e di ricordi puerili. Ecco, quello è il momento perfetto per mettervi comodi e concedervi totalmente alla lettura di quel libello meraviglioso che è “Vocabolario dei desideri” di Eshkol Nevo (Neri Pozza). Magari con della struggente musica francese in sottofondo a cullarvi mentre sfogliando le pagine passate in rassegna tutta la gamma delle emozioni di cui è capace l’animo umano. Con un fil rouge: il desiderio insondabile che vi alberga e che si manifesta nella realtà sotto molteplici forme. A come Amore, B come Baci, C come Confessione, D come Desiderio, F come Ferita, S come Sesso, e ancora, c’è la I di Italo Calvino, in cui una passeggiata per le vie di Rondovia, una città progettata perché nessuno dei suoi abitanti si trovi a incontrare per strada un amore del passato, dà la sensazione di averla già conosciuta attraverso le pagine delle Città invisibili….L’autore ci dona ventisei racconti brevi, brevissimi, di tre pagine l’uno al massimo, uno per ogni lettera dell’alfabeto che ispira, a sua volta, una parola chiave che detta il tema della storia. Sono storie di vita, ricordi, immagini del passato, del mistero che scuote l’uomo. Alcuni paiono conseguenti, più ci si immerge nella lettura e più l’immaginazione tesse trame e punti di contatto tra le narrazioni ma, forse, sono solo costrutti che riflettono l’immedesimarsi in quei sentimenti universali. Persone, avventure, emozioni, vissuti, tabù, prime volte: è un caleidoscopio di esperienze che rimbalzano da una parte all’altra del globo e delle culture senza l’obiettivo di costruire un romanzo, ma solo quello di farci rivivere ricordi. Felici o dolorosi che siano. “Vocabolario dei desideri” è infatti la raccolta dei brani che Nevo ha scritto per Vanity Fair qualche anno fa: la differenza la fa il leggerli uno di seguito all’altro. Così ci conducono in un viaggio interiore che stacca totalmente la nostra mente dalla routine quotidiana in cui è immersa per farla perdere nei meandri della memoria più intima. E proprio quando si ha la sensazione di essere immersi nella situazione narrata, ecco che l’astuto narratore mette fine alla storia e cambia registro, proprio con la stessa scaltra malizia con cui con cui i suoi personaggi pregustano l’elemento erotico e il desiderio sessuale che più è proibito e più è dipinto come accattivante senza mai appagarsene. Voto: 10.

Lo Scaffale dei Libri, la nostra rubrica letteraria: diamo i voti a “Vocabolario dei desideri” di Nevo, “Ragazze troppo curiose” di Motta e “Milano mia” di Cosentino

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