Nuova fiammata dell’inflazione negli Stati Uniti in giugno. I prezzi al consumo sono saliti del 9,1% su base annua, sopra le attese degli analisti che scommettevano su +8,8%. Su base mensile l’aumento è stato dell’1,3%. Prima della diffusione del dato la Casa Bianca aveva affermato di attendersi un’inflazione “molto elevata” soprattutto a causa dei prezzi della benzina. L’inflazione è “alta a livelli inaccettabili”, ha poi affermato oggi il presidente Joe Biden osservando comunque come il dato sia “vecchio” facendo riferimento al mese di giugno, contrassegnato dalla volata dei prezzi dell’energia e della benzina, che ora sono invece in calo. “Affrontare l’inflazione è la mia priorità: abbiamo bisogno di più progressi rapidamente per riportare i prezzi sotto controllo”, aggiunge Biden.

L’incremento dei prezzi è superiore alle previsioni degli analisti ed è destinato a rafforzare la determinazione con cui la Federal Reserve, la banca centrale statunitense, sta operando la sua stretta monetaria. Già per luglio è in programma un altro rialzo dei tassi dello 0,75% ma dopo il dato di oggi si starebbe ragionando sulla possibilità di un maxi intervento da un punto percentuale. Per questa ragione, dopo la comunicazione del dato, i futures sui listini azionari di Wall Street hanno iniziato a scendere come gli indici europei. Per contro si rafforza il dollaro (come accade sempre in vista di un rialzo dei tassi da parte della banca centrale di riferimento) e l’euro scivola sotto la parità per la prima volta dal 2002. Il livello di inflazione odierno non si vedeva dal novembre 1981.

Oltre ai carburanti aumentati del 60% in un anno, A spingere sui prezzi sono anche i prodotti alimentari. A New York i prodotti da banca come snack e patatine sono aumentati dell’11,5% rispetto ad un anno fa, le bibite del 9,5%. A San Francisco le uova costano l’8,7% di un anno fa. I biglietti aerei costano il 34% in più, i trasporti pubblici sono aumentati in media del 25%, l’elettricità del 14%, il gas del 61% rispetto al giugno 2021.

In mattinata sono stati diffusi i dati definitivi sull’inflazione di alcuni paesi europei in giugno. In Germania il carovita si conferma al 7,6%, in Spagna al 10,2%. “La Banca centrale europea sta monitorando l’andamento dell’euro, che oscilla sulla parità con il dollaro, nella consapevolezza che la debolezza della moneta unica può ulteriormente alimentare l’inflazione, già a livelli record”, ha detto oggi Francois Villeroy, membro del consiglio della Bce. L’euro debole “è una buona notizia per le esportazioni – ha sottolineato – ma sfortunatamente aumenta anche un pò l’inflazione”.

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