È un’estate da bollino rosso. Non solo per le temperature record, ma anche per il numero di voli cancellati o la cui partenza è stata ritardata. Tra scioperi e mancanza di personale strutturale a compagnie e scali, infatti, gli aeroporti sono in tilt ormai da settimane. Non solo in Italia, ma anche nel resto d’Europa, dalla Francia alla Germania. Il motivo è soprattutto il Covid: la maggior parte delle compagnie non ha reintegrato il personale tagliato durante i due anni di pandemia, e così mancano piloti, controllori di volo, personale di bordo e operatori aeroportuali.

Le stime, riporta Il Sole 24 Ore, parlano di circa 140mila voli a rischio cancellazione a luglio e agosto in Europa e 1,8 milioni di passeggeri coinvolti nonostante i voli programmati in Europa nei prossimi tre mesi siano appena il 10% in meno del 2019. A mancare, sono appunto gli addetti: sono il 35% in meno dei livelli pre-Covid, soprattutto nelle compagnie con base nel Regno Unito.

A rimetterci sono soprattutto i passeggeri: le regole per ottenere rimborsi, risarcimenti o semplicemente assistenza aggiuntiva (come pasti o pernottamenti), non sono sempre semplici da trovare all’interno dei siti delle varie compagnie. E forse non tutti sanno che c’è un regolamento europeo, l’UE261 del 2004, applicato all’interno dell’Unione europea, che garantisce per tutti i voli in partenza da un territorio di uno Stato membro o in partenza da un paese terzo ma in arrivo su uno scalo di uno Stato membro e che regola proprio la politica di cancellazioni e ritardi. Oltre al rimborso, la compensazione pecuniaria aggiuntiva prevista dal regolamento, grazie a una sentenza della Corte di giustizia europea, vale anche in caso di cancellazione di un volo dovuto allo sciopero del personale, prima incluso dal regolamento europeo tra le “circostanze eccezionali” che quindi non prevedevano un indennizzo della compagnia. Secondo la Corte, infatti, lo sciopero indetto “dai membri del personale” o “proclamato dai sindacati”, di un vettore aereo operativo, è un “evento ‘interno'” all’impresa, e non una “circostanza eccezionale”. Diverso è il caso di scioperi riguardanti il personale degli aeroporti o di scioperi indetti per circostanze che possono essere soddisfatte solo dalle autorità pubbliche e che quindi sfuggono al controllo delle compagnie e non prevedono indennizzi.

Ma vediamo con ordine cosa prevede la normativa e come fare per le compagnie maggiormente operative in Italia

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