Il governo Draghi si appresta a varare un nuovo provvedimento per calmierare i costi dell’energia per famiglie e imprese alle prese con fortissimi rincari aggravati dalla guerra in Ucraina. Ma, a tre mesi da quando ha esteso la platea delle persone in condizioni di disagio economico che hanno diritto ai bonus sociali per le bollette, nessuno dei nuovi beneficiari li ha ricevuti. Il decreto legge 21 del 21 marzo 2022, che ha aumentato da 8.265 a 12mila euro il reddito Isee sotto il quale dall’1 aprile al 31 dicembre 2022 si ha diritto a ottenere l’aiuto riservato a chi fatica ad arrivare a fine mese, non è stato ancora applicato. Arera, l’autorità di regolazione per energia reti e ambiente, che deve determinare l’ammontare dei bonus, nella delibera del 31 maggio scorso scrive che ritiene “opportuno rimandare a successivo provvedimento la definizione delle modalità applicative per l’erogazione dei bonus sociali elettrico e gas ai nuovi aventi diritto individuati dal medesimo decreto-legge come convertito in legge 50/22”.

In una memoria datata 1 giugno il presidente Stefano Besseghini rileva del resto la necessità di una serie di modifiche e precisazioni (“…suggerisce che il comma 1 dell’articolo 1 sia integrato con l’indicazione del livello di protezione da riconoscere ai clienti in situazione di disagio”, “…si rende, inoltre, necessario specificare che l’applicazione retroattiva delle agevolazioni dovrà essere garantita non solo ai nuovi beneficiari ma anche per tutti i beneficiari ricompresi nei limiti Isee precedenti”) senza le quali risulta complicato procedere. Per ora è stato solo previsto che (da maggio) l‘Inps invii all’Acquirente unico l’elenco dei nuclei con Isee tra 8.265 e 12mila euro che rientrano quindi nella nuova platea. Va detto comunque che, quando arriverà, il bonus per quest’anno sarà retroattivo.

Ma cosa sono i bonus sociali? – Si tratta di sconti nelle bollette di luce e gas a favore di famiglie “in condizioni di disagio economico”, ovvero con un indicatore Isee non superiore a 8.265 euro (come si legge sul sito di Arera, non ancora aggiornato alla luce del decreto del 21 marzo) che salgono a 20mila se si tratta di un nucleo numeroso con almeno quattro figli a carico, oppure titolari di Reddito (o pensione) di cittadinanza. Infine, uno dei componenti deve essere ovviamente intestatario di un contratto di fornitura di energia elettrica, gas o acqua. Ottenere il bonus è piuttosto semplice. Dal primo gennaio 2021, infatti, per attivare la procedura per il riconoscimento automatico è sufficiente presentare la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), quella necessaria per ottenere l’attestazione Isee e accedere a una serie di prestazioni sociali agevolate (come l’assegno di maternità, mense scolastiche, bonus bebè, reddito di cittadinanza). Il procedimento, che dura circa un mese e nel quale è coinvolto l’Inps, serve a verificare la sussistenza dei requisiti ed evitare che più componenti dello stesso nucleo siano beneficiari del bonus, dal momento che quest’ultimo è unico per ogni famiglia. Lo sconto viene applicato dalla società con cui si ha il contratto di fornitura nella prima fattura successiva alla ricezione dei dati relativi ai clienti. L’effettiva applicazione dipende dalla frequenza di fatturazione.

A quanto ammontano i bonus sociali elettrico e gas? – Il valore è determinato all’inizio dell’anno da Arera e aggiornato periodicamente. L’impatto degli incrementi del secondo trimestre del 2022 è stato parzialmente compensato da un bonus “straordinario” (la componente integrativa temporanea – Cci) aggiuntivo rispetto a quello ordinario (componente Cce per l’elettrico e Ccg per il gas), che rimane quello del 2021.

Nello specifico, il valore del bonus elettrico dipende dal numero dei componenti del nucleo. Durante il periodo aprile-giugno, per le famiglie composte da una-due persone sommando le due componenti la cifra ammonta a 141,05 euro ogni tre mesi (era stata di 165,6 euro il primo trimestre); da tre a quattro componenti 170,17 euro (200,7); da quattro in su, 199,29 euro (235,80).

Per quanto riguarda il bonus gas, invece, oltre al numero di componenti vengono presi in considerazione anche la categoria d’uso associata alla fornitura (solo acqua calda, solo riscaldamento, entrambi i tipi) e la zona climatica di residenza. Sul sito di Arera si legge che “la componente CCI riconosciuta per il II trimestre 2022 risulta inferiore” alla “componente integrativa CCI riconosciuta nel I trimestre 2022”. Questo perché, da un lato, si è registrata una riduzione della spesa per il gas. Dall’altro, perché il bonus integrativo viene calcolato tenendo conto della stagionalità e del minor consumo per il riscaldamento del periodo aprile-giugno rispetto ai mesi invernali cui fa riferimento il primo trimestre. Le differenze sono significative. Durante il primo trimestre di quest’anno, il bonus gas variava da 571,5 euro a trimestre (per acqua calda e riscaldamento, nuclei fino a quattro componenti, zona F) a 816,3 euro. Da aprile, gli importi invece sono molto più contenuti. Per le famiglie fino a quattro componenti, il bonus per forniture di acqua calda sanitaria e/o uso cottura, è uniforme in tutte le zone climatiche e pari a 28,2 euro a trimestre; quello per il riscaldamento invece varia da 9,10 euro per le zone A e B (le più calde) fino a 70,07 euro per la zona F (la più fredda). Infine, il bonus per entrambi gli usi (acqua calda e riscaldamento) oscilla da 19,11 euro a 99,19.

Gli importi sono, ovviamente, maggiori per i nuclei con più di quattro componenti. In quel caso il bonus per le forniture di acqua calda e riscaldamento varia tra un minimo di 36,40 euro (zone A e B) e 146,51 euro (zona F), sempre a trimestre. Quello relativo soltanto all’acqua calda è pari a 49,14 su tutto il territorio nazionale, mentre il sussidio per il riscaldamento si colloca in una forbice compresa tra gli 11,83 euro e 98,28 euro. Infine esiste anche il bonus acqua, con il quale viene garantita una fornitura gratuita di 18,25 metri cubi di acqua su base annua per ogni componente della famiglia. Un nucleo di quattro persone, pertanto, non dovrà pagare 73 metri cubi di acqua in un anno.

La retroattività – A maggio il decreto Aiuti ha chiarito che chi non ha avuto accesso al bonus potrà ottenere lo sconto anche ex post tramite compensazione di una parte dell’importo delle bollette precedenti in quelle successive oppure rimborso o ricalcolo se i conti per le forniture di energia non sono ancora stati pagati.

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO DAVVERO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire perché noi, come tutti, non lavoriamo gratis. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Inflazione, le misure restrittive delle banche centrali? Dettate da un dogma neoliberista. Il vero obiettivo è tenere sotto scacco i salari

next
Articolo Successivo

Superbonus, la soluzione del governo per sbloccare i crediti: sì alla cessione dalle banche a professionisti e partite Iva

next