Mi hanno fatto un bello scherzo gli amici della redazione del ilfattoquotidiano.it chiedendomi di celebrare gli 85 anni di Renzo Arbore. Cosa si può dire infatti che non sia già stato detto, meglio di quanto sappia farlo io, sulla bellezza della sua televisione, della sua radio, del suo cinema (sì del suo cinema, non fate gli snob) e della sua musica?

E poi Arbore io lo celebro da tutta la vita in tante maniere diverse. Da semplice fan dei suoi programmi radiofonici quando ero studente all’università e correvo a casa nella pausa pranzo per non perdermi una puntata di Alto gradimento. Poi in età più matura, da telespettatore di Quelli della notte e Indietro tutta, ma non un telespettatore qualsiasi, ma uno del gruppo di quelli che parlavano come i personaggi di quei programmi, ne ripetevano le battute, i tormentoni e vai con Cacao meravigliao, La vita è tutta un quiz, Vengo dopo il Tg, Il materasso!

Quando sono diventato professore di Storia della radio e della televisione (scusate se parlo di me ma, come ho detto, parlare di lui è superfluo) una delle prime cose che ho fatto è stato di invitare Arbore a fare una lezione, quando ancora in università queste cose si facevano raramente. Inutile aggiungere che fu un grande successo. Infine – massima soddisfazione – facendo parte del comitato organizzatore del premio Smeraldo di Amalfi per la regia televisiva riuscii a convincere gli altri membri della giuria a intendere l’idea di regia non in senso burocratico ma più ampio attribuendo il premio ad Arbore.

D’altronde c’è qualcuno che potrebbe sostenere che la vera funzione di Arbore nei vari programmi televisivi non sia quella di regista nel senso autentico della parola?

Insomma di celebrazioni a vario titolo ne ho già fatte e non voglio ripetermi, ma un augurio vero invece lo esprimo chiaramente ed è un augurio preciso, autentico, non formale. Visto che da qualche tempo si è scoperto che la musica in tv funziona e Rai 3 ha trovato la formula giusta mescolando intrattenimento e divulgazione culturale, dopo il successo del bellissimo programma di Bollani e di quello meno originale ma altrettanto fortunato di Augias, mi(gli) auguro che la Rai affidi un’impresa analoga a Renzo Arbore.

Sono sicuro che ne verrebbe fuori un gioiello.

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