Un malore mentre guidava la motocicletta. Sarebbe questa, secondo la procura di Roma, la causa dell’incidente mortale in cui ha perso la vita Massimo Bochicchio, il broker noto per essere accusato di aver truffato noti personaggi dello sport come Marcello Lippi e Antonio Conte. Bochicchio era ai domiciliari nella sua casa nella Capitale, ma domenica mattina è uscito con la sua moto – una Bmw – grazie a un permesso. Stava percorrendo la Salaria quando si è schiantato contro un muro: la moto si è incendiata e Bochicchio è morto carbonizzato. Una dinamica che rende difficile riconoscere il corpo.

Ecco perché il processo in cui Bochicchio era imputato è stato per il momento rinviato. L’obiettivo dei giudici della settima sezione penale del Tribunale di Roma è attendere l’arrivo dell’atto formale di riconoscimento della salma. “Abbiamo appreso da fonti aperte della morte dell’imputato Bochicchio, e non essendo stato depositato formalmente il certificato di morte, considerati i tempi necessari, è opportuno disporre un rinvio a settembre” ha detto il giudice. “La famiglia mi ha contattato ieri spiegandomi che erano stati informati dalla Polizia locale dell’incidente ma non abbiamo ancora un certificato di morte di Massimo Bochicchio perché anche il fratello che si è recato sul posto ha spiegato che non è stato ancora possibile effettuare un riconoscimento”, ha detto in aula il difensore del broker l’avvocato Gianluca Tognozzi. Insomma per il momento dichiarare concluso il processo per “morte del reo” è un problema: “Formalmente non c’è la certezza che quel corpo sia di Massimo Bochicchio, manca il certificato di morte e il fratello dice che è irriconoscibile“, ha spiegato l’avvocato a Repubblica. Poi alle agenzie di stampa ha aggiunto: “Non si deve strumentalizzare la morte di una persona costruendo un film su qualcosa che non esiste. Siamo in attesa del certificato di morte che arriverà, come da prassi in questi tragici casi, dopo il riconoscimento della salma”.

Bochicchio era accusato di riciclaggio e abusiva attività finanziaria: il procedimento era scattato in seguito alle denunce presentate da alcuni dei truffati, fra cui anche l’attaccante della Roma Stephan El Shaarawy, l’ex allenatore della Nazionale Marcello Lippi e l’ex mister dell’Inter Antonio Conte. Solo Conte avrebbe investito, tramite il fratello, circa 24 milioni di euro.

A piazzale Clodio, dopo l’arrivo di una prima informativa, è stato aperto un fascicolo di indagine: si procede per istigazione al suicidio, una fattispecie ipotizzata per potere svolgere una serie di accertamenti tra cui quelli sulla moto. Gli uomini del Nucleo speciale della polizia valutaria della Guardia di Finanza hanno, intanto, acquisito il tablet, cellulare, pc e documenti, tra cui una agenda, del broker. Obiettivo di chi indaga è verificare le comunicazioni, i contatti, che il manager ha avuto nelle ore e nei giorni precedenti alla tragica fine. Sulla dinamica di quanto avvenuto sono a lavoro anche gli agenti della Polizia Municipale: al momento la pista più accreditata è quella del malore improvviso che ha causato la perdita del controllo del mezzo e il drammatico schianto. A confermarlo ci sarebbero almeno tre testimoni oculari che hanno assistito alle fasi dell’incidente. “La moto ad un tratto ha deviato verso destra proseguendo verso il muro”, hanno sostanzialmente raccontato i testi agli inquirenti spiegando che la Bmw ha preso fuoco e Bochicchio è rimasto avvolto nelle fiamme. L’esame autoptico verrà affidato dopo il prelievo di Dna che si è reso necessario alla luce delle condizioni del corpo reso irriconoscibile dal rogo. Oggi gli investigatori hanno effettuato una serie di rilievi nella zona dell’incidente: sul manto stradale non è stata individuato alcun segno di frenata. Gli investigatori hanno, inoltre, chiesto all’aeroporto di analizzare gli impianti di videosorveglianza per verificare se una delle telecamere abbia ripreso le fasi dell’incidente.

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