Rompere e rivoluzionare la perfetta architettura delle Quattro Stagioni di Vivaldi, probabilmente una tra le composizioni più note e ascoltate in tutto il mondo, per evidenziare in musica come dal 1725, anno di composizione dell’opera, a oggi il clima si sia modificato e quanto sia urgente cambiare i nostri comportamenti in senso sostenibile. Prima di passare quel punto di non ritorno oltre il quale sarà sempre più difficile tornare indietro e salvare il Pianeta in cui viviamo. Straniante e potentissimo l’esito dell’operazione. Nel corso dell’esecuzione si sente la perfetta armonia di Vivaldi diventare incerta, disarmonica e sempre meno equilibrata. Le stagioni si accorciano, i movimenti di Primavera ed Estate si confondono e dalla partitura scompaiono le note di mimesi animale, come gli uccellini, per effetto, appunto, dei cambiamenti climatici che stanno sconvolgendo la terra. Anche l’innalzamento di Co2, fra i principali gas responsabili dei mutamenti climatici in atto, viene rappresentato nell’opera con l’aggiunta di strumenti quali fiati, ottoni e percussioni che, nell’originale, non sono previsti. “For Seasons” è il nome di quest’operazione, ambiziosa e originale al tempo stesso, commissionata dalla Ndr ElbPhilarmonie di Amburgo, che ha visto impegnati un gruppo di musicisti, sviluppatori di software e scienziati. Per sei mesi il team ha elaborato i dati scientifici sul cambiamento climatico dal 1725 a oggi e ha trasposto in note il complesso lavoro che sabato 4 giugno è stato portato in scena, per la seconda volta in assoluto dopo la première del novembre 2019 ad Amburgo, nella centralissima piazza Santa Barbara di Mantova dai musicisti dell’Orchestra da Camera di Mantova e dal violinista Roland Greutter, diretti da Lucie Leguay. Il concerto, realizzato da Oficina Ocm con il sostegno del Ministero della Cultura e in collaborazione con il movimento Fridays for Future Mantova, ha scelto come vetrina la decima edizione di Trame Sonore, il festival dedicato alla musica da Camera che per cinque giorni dall’1 al 5 giugno, ha visto oltre 340 musicisti esibirsi in più di 150 concerti brevi nei luoghi storici della città dei Gonzaga

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