I pregiudizi, le voci di raccomandazioni, i rapporti con la politica. È un Pierluigi Diaco a tutto campo quello che si è confessato a Repubblica, in una lunga intervista in cui ha anticipato che forma avrà Bella mà, il nuovo programma del pomeriggio di Rai2 al via dal prossimo settembre. Il giornalista e conduttore sarà infatti uno dei volti del restyling pomeridiano della seconda rete e il suo talk prenderà il posto di Detto Fatto, chiuso dopo dieci edizioni: una sfida non facile, visto l’orario e la concorrenza, che proverà ad affrontare con un format inedito in cui si mescoleranno game, interviste, talk, protagonisti giovani e meno giovani.

DIACO, LA FAMA DI ANTIPATICO E I SOCIAL – Mentre prepara il nuovo programma, nel quale “omaggerà” e rifarà alla sua maniera anche Parola mia di Rispoli, Amici alla prima maniera (quando era un talk generazionale) e ancora Discoring e Speciale per voi, Diaco risponde alle critiche e dice la sua sulla fama di antipatico che lo precede da molti anni. Alla domanda sul perché risulti antipatico, risponde: «La fama è figlia del pregiudizio degli addetti ai lavori, non credo di risultare antipatico a chi ascolta la radio o mi vede in tv. Ho iniziato a 15 anni, non ero strutturato ad affrontare tutte le pance». Quanto ai social, confessa di esserne uscito ma di aver continuato a studiarli: «Sono un lavoro, o li fai bene o rischi di diventare patetico e esibizionista. Ma oltre all’odio di cui si nutrono i social, c’è un mondo di ragazzi e di boombers che si è inventato un lavoro e fa circolare cose interessanti».

LE VOCI SULLA RACCOMANDAZIONE DI COSTANZO – Quando la giornalista di Repubblica gli chiede se sono vere le voci sulla raccomandazione ricevuta da Maurizio Costanzo, Diaco replica netto: «Costanzo non ha mai fatto una telefonata per me». Poi ricorda come lo conobbe: «Lavoro con lui da tanti anni, andavo a scuola all’Ippolito Nievo, vicino al Teatro Parioli che mandò un invito. Mi innamorai del talk show, stazionavo davanti al teatro. Un giorno si avvicinò un signore col sigaro, era lo storico autore di Maurizio, Alberto Silvestri: “Ma tu che vuoi?”. Oggi sono autore del Maurizio Costanzo Show, dietro le quinte ho il posto di Silvestri. Onore immenso».

L’AMICIZIA CON GIORGIA MELONI – Ma c’è spazio anche per le indiscrezioni sulle presunte protezioni ricevute da Giorgia Meloni, una delle sue più care amiche, che definisce onesta e leale. «Non ho mai parlato con lei di Rai, parliamo di altre cose. E si cazzeggia», precisa. «Le voglio tanto bene. Io studiavo al Mameli e lei alla Garbatella. Io di sinistra, lei Fronte della gioventù, mai conosciuta una persona così preparata, dolce e tosta. Rivendico l’amicizia. Molte cose che dice le condivido, altre no». E nel futuro come si vede Diaco? «Tra vent’anni a dirigere una rete. Non ci tengo a stare davanti alle telecamere, ma non rinuncerò mai a fare la radio».

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