Guerra in Ucraina e conseguente crisi alimentare in atto a causa dello stop all’export del grano di Kiev. Sono questi i contenuti di una telefonata confermata sia da Palazzo Chigi che dal Cremlino tra il presidente russo, Vladimir Putin, e il presidente del Consiglio, Mario Draghi. Un colloquio nel corso del quale il capo del governo di Roma ha chiesto e, almeno a parole, ottenuto garanzie da parte del leader del Cremlino. Ma quando in conferenza stampa gli è stato chiesto se vede spiragli per una trattativa di pace ha detto: “La risposta è no”.

Innanzitutto, la crisi del grano. Draghi ha chiesto a Mosca che la situazione si sblocchi rapidamente affinché non si aggravi ulteriormente la situazione nei Paesi più poveri del mondo, dipendenti dalle forniture ucraine, dando origine così a gravi carestie. Chigi ha infatti precisato che “il colloquio si è incentrato sugli sviluppi della situazione in Ucraina e per trovare una soluzione condivisa alla crisi alimentare in atto e alle sue gravi ripercussioni”. Dal canto suo, Putin, secondo la versione del Cremlino, si è detto disposto ad aiutare i Paesi a superare la crisi alimentare, ma precisando che questo può accadere solo se verranno revocate le sanzioni che hanno colpito la Federazione dall’inizio dell’invasione, sostenendo che sono state le restrizioni imposte da Ue e Stati Uniti a “esacerbare” i problemi nel campo della sicurezza alimentare globale. E ha poi voluto smentire la versione di Kiev, secondo la quale la flotta russa ha imposto un blocco de facto della navigazione nel mar d’Azov e nel mar Nero: Mosca sta facendo “sforzi per garantire una navigazione sicura nel Mar d’Azov e nel Mar Nero”, hanno detto aggiungendo che è l’Ucraina ad “ostacolarla”.

Come successo nelle prime settimane di conflitto, quando si temeva un blocco totale delle esportazioni di gas russo verso l’Europa, Putin è tornato a garantire una fornitura ininterrotta di gas all’Italia.

Sulla possibilità di avviare presto colloqui di pace costruttivi con Kiev, dopo il naufragio delle trattative tra le due parti, il presidente russo ha ribadito a Draghi che i negoziati sono stati “sospesi da Kiev”. E ha aggiunto che le autorità russe sono al lavoro per stabilire condizioni di vita “pacifiche” nelle città “liberate” del Donbass.

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