“Sono orgogliosamente del Sud e dal mare sono attratta. Il mare, come l’acqua, è Vita o può essere morte: se salviamo vite umane insieme, resta vita. Restiamo umani”. Si chiama Vincenza Lofino, 37 anni, salentina, si occupa di progetti umanitari, ha tre cuori: uno nel petto e due nei polpacci. Pedala: “migrante” per vocazione e matta per natura.

Dal 27 aprile è in viaggio: 3.000 km in bicicletta in solitaria girando la Tunisia e l’Italia. Partita da Sidi Bouzid (città-simbolo per la Tunisia e per tutto il mondo arabo), approda a Palermo (unico tratto in cui non ha pedalato, sull’acqua), tappa a Siracusa e via a risalir l’Italia fino a Milano. Il traguardo vero è raccogliere fondi a favore di ResQ – People Saving People a questo link, associazione italiana impegnata a salvare vite umane nel Mar Mediterraneo centrale attraverso la sua “nave civile”, realizzata interamente col sostegno della gente comune. Si può sbirciare qui (come costantemente monitorata dall’organizzazione per ogni necessità), formichina inarrestabile di una solitaria corsa, ma circondata dai cuori aperti che l’umanità accogliente ancora riserva.

Pedalare su terra per salvare vite in mare è un po’ come capire che l’altra parte del mondo ci riguarda, che il mondo che ci separa dall’altro a volte è solo un pianerottolo e la meta è un giro largo quanto basta per tendere la mano. Vincenza è matta, l’ho già detto, ma è quella follia bella e sana che ti fa sorridere sotto la pioggia e saltare nelle pozzanghere e ‘fanculo se ti sporchi e sudi e spettini, perché sei bellissima anche col fiatone. Ti guardi indietro, i chilometri e la gente percorsi, ci sarà un abbraccio ma non ci sarà il tempo per fermarsi, perché “Restare umani”, come ha insegnato Vittorio Arrigoni, è un sentimento vorace e questa fame si lenisce dividendo la tua fortuna con chi ne ha bisogno.

Ci sarà da pedalare e pedalare ancora in salita, fino in cima e dal crinale Vincenza ci dice “… si vede più lontano!”

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