Berlusconi dice la sua sulle armi all’Ucraina e Forza Italia esplode. È tutti contro tutti nel partito azzurro, dove la corrente rappresentata dai ministri Gelmini e Brunetta accusa il leader di ambiguità, provocando la dura reazione dell’area che fa riferimento ad Antonio Tajani. Il tutto dopo la mossa di Matteo Salvini, che è intervenuto per difendere Silvio Berlusconi, provocando di fatto un terremoto che la dice assai lunga sulla precarietà degli equilibri interni a Forza Italia e fa riflettere anche sul futuro strategico del partito. Con ordine. Nel pomeriggio il leader della Lega, a margine del suo intervento alla scuola di formazione politica del partito a Milano, ha difeso l’ex premier dall’accusa di essere “ambiguo” sulla guerra e sull’invio di armi all’Ucraina rivoltagli dal ministro forzista Gelmini. “Prima di criticare Silvio Berlusconi qualcuno dovrebbe contare fino a cinque” ha detto il leghista. “Con tutto il rispetto – ha aggiunto il leader del Carroccio – Silvio Berlusconi è Silvio Berlusconi, con tutto quello che ha fatto nella vita. A uno può piacere o meno, ma lascia traccia nella storia del nostro Paese”. Apriti cielo. Non si è fatta attendere la replica di Mariastella Gelmini, che ha usato toni addirittura più duri di quelli del suo collega di coalizione: “Invito il segretario della Lega, Matteo Salvini, a rispettare il dibattito interno ad un partito che – per il momento – non è il suo. Ho posto in Forza Italia un tema di linea politica su una posizione che comprendo bene non sia quella di Salvini – ha spiegato – ma che riguarda la collocazione europeista ed atlantista di Forza Italia. Un problema che evidentemente esiste – ha sottolineato il ministro – visto che per due volte il partito è dovuto intervenire a chiarire, a prescindere da me”.

Tajani: “A Gelmini richiesto supplemento di responsabilità” – Non è di questo parere il coordinatore nazionale e vicepresidente del partito Antonio Tajani, che all’interno di Forza Italia è distante dalle posizioni rappresentate da Mariastella Gelmini. “Forza Italia, come ha ricordato ancora ieri Silvio Berlusconi, è un grande partito nazionale, presente e radicato in tutto il Paese che si fonda sulle idee e sui principi liberali, cristiani, garantisti e europeisti. È il riferimento italiano del Partito Popolare Europeo – ha spiegato – e questa vicinanza è stata testimoniata ancora nei giorni scorsi dalla partecipazione e dagli elogi dei principali dirigenti all’evento di Napoli”. Nella sua nota, poi, Tajani ha sottolineato che “Forza Italia è un partito unito, dove ciascuno è libero di esprimere una posizione personale, ma che non può accettare di essere rappresentato come diviso o succube di qualcun altro. L’intera classe dirigente è impegnata in un rilancio del quale si vedono i primi frutti, che consentirà al centrodestra di vincere le prossime elezioni politiche e cambiare finalmente il Paese”. Poi l’attacco alla collega di partito, che non viene mai nominata personalmente: “Una singola opinione non rappresenta una divisione, ma danneggia un’intera comunità umana e politica che proprio in questi giorni ha trovato entusiasmo ed un nuovo slancio attorno al proprio leader. I nostri elettori non ci chiedono polemica – ha continuato – ma impegni seri e quotidiani per risolvere i problemi dei cittadini. Per questo motivo a tutti ed in particolare a chi oggi guida la nostra delegazione al governo – è la conclusione di Tajani – è richiesto un supplemento di responsabilità e buonsenso”. Tutto finito? Macché. Mariastella Gelmini ha subito controreplicato su Instagram: “Caro Antonio, responsabile sempre, ma con la schiena dritta”. Al che Tajani ha preferito non rincarare la dose: “Gelmini schiena dritta? Al governo, in Parlamento e nelle piazze per rispettare la volontà dei cittadini e dei nostri elettori. Io sempre a viso aperto!”.

Bernini: “Posizioni di Berlusconi non si prestano a fraintendimenti” – Nel botta e risposta tra diverse anime del partito è da segnalare anche l’intervento del presidente dei senatori forzisti, Anna Maria Bernini: “La posizione di Forza Italia è notoriamente atlantista ed europeista. Il Presidente Berlusconi ha sempre praticato il pacifismo del fare, è stato l’unico leader italiano a farsi carico con tenacia e convinzione della necessità di un dialogo tra Usa e Russia – ha detto – Mai un dubbio, mai un tentennamento. Spiace, lo dico con profondo rammarico e anche con amarezza, che si cavalchino polemiche inesistenti proprio nel momento in cui il partito si sta ritrovando ancora più forte e più unito attorno al suo leader. Prima Roma, poi Napoli: sono stati eventi intensi e appassionati, in cui abbiamo espresso la nostra posizione, primo fra tutti il presidente Berlusconi che dal palco ha usato parole di assoluta chiarezza, che non si prestano a fraintendimenti. Un supplemento di verità, prudenza e senso di responsabilità – si legge nella nota della Bernini – è quindi richiesto soprattutto a chi ricopre, proprio in rappresentanza di Forza Italia, importanti incarichi di governo”.

Brunetta: “Bene fa chi chiede chiarezza, su posizione Fi non possono esserci dubbi” – A scendere in campo al fianco della Gelmini è stato Renato Brunetta, molto vicino alle posizioni della ministra all’interno di Forza Italia (in contrapposizione all’altra fazione del partito capeggiata da Tajani e Ronzulli). “Sulla posizione di Forza Italia in merito al conflitto russo-ucraino non può esserci alcuna ambiguità. Noi stiamo alle dichiarazioni ufficiali, non ci interessano le interpretazioni interessate” ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione. Che poi ha spiegato: “Nel discorso alla convention del partito a Roma, il 9 aprile scorso, Berlusconi aveva scandito dal palco: ‘L’aggressione all’Ucraina, anziché portare la Russia in Europa come speravo, la porterà nelle braccia della Cina. È un peccato veramente, sono deluso e addolorato dal comportamento di Putin che si è assunto una grave responsabilità di fronte al mondo intero’. Martedì scorso – ha sottolineato il ministro – è stato chiarito in un comunicato ufficiale di smentita che Berlusconi non ha mai giustificato l’aggressione all’Ucraina da parte della Federazione russa, giudicandola ‘un atto di forza inaccettabile nei confronti di uno Stato sovrano’, e sono stati ricordati due punti fermi”. Eccoli: “Uno: il presidente e con lui Forza Italia ‘sono sempre stati in questi 28 anni e sono oggi dalla parte dell’Occidente, dell’Europa, della Libertà‘. Due: ‘L’interesse nazionale, la vocazione europeista, la fedeltà all’Alleanza Atlantica sono la nostra stella polare‘”.

Brunetta ha continuato a mettere in fila i fatti e le dichiarazioni ufficiali, in rigoroso ordine cronologico: “Ancora ieri mattina – ha aggiunto – nuova netta smentita: è stato ribadito che ‘la posizione del presidente Berlusconi e di Forza Italia è in linea con quella del Ppe, dell’Europa e dell’Alleanza Atlanticap‘. A Napoli è stato lui stesso a ripeterlo: ‘Questo centrodestra per vincere deve tornare ad avere una forte connotazione liberale, cristiana, garantista, europeista e atlantista. La nostra connotazione'”. Questa, ha sottolineato Brunetta, “è da sempre la linea di Forza Italia. Altri nel centrodestra, come Meloni e come Salvini, possono pensarla diversamente, e diversamente tra di loro, anche se poi in Parlamento hanno appoggiato entrambi la risoluzione a sostegno della decisione del Governo sull’invio di armi all’Ucraina. Nel nostro partito – ha concluso il ministro – non può esserci né potrà mai esserci alcun dubbio. Bene fa chi chiede chiarezza. Noi e i nostri elettori siamo da una parte sola: dalla parte dell’Ucraina, dell’Europa e della Nato. Noi siamo con il presidente Mattarella: ‘Senza libertà, c’è solo l’illusione della pace'”.

Gelmini-Berlusconi-Salvini: i precedenti – A questo punto è necessario un passo indietro. La presa di posizione di ieri della Gelmini è arrivata a seguito delle dichiarazioni di Berlusconi, che venerdì a Napoli ha utilizzato parole difficilmente equivocabili per descrivere la posizione dell’Italia nell’ambito del conflitto in Ucraina. “Con l’invio di armi anche noi siamo in guerra, meglio non fare pubblicità. No ad aggressione contro la Russia” ha detto il leader di Forza Italia. Da qui la replica di Mariastella Gelmini, secondo cui “l’Italia non può essere il ventre molle dell’Occidente e soprattutto non può diventarlo per responsabilità di Forza Italia”. Poi l’accusa diretta al suo leader, le cui parole “non smentiscono le nostre ambiguità”. Non è la prima volta, tra l’altro, che Gelmini attacca Berlusconi, tirando in ballo anche Salvini. Mercoledì scorso l’ultimo episodio della seria, con la ministra degli Affari Regionali che aveva affermato di non riconoscere più Silvio Berlusconi. Il motivo, neanche a dirlo, è la guerra in Ucraina. A detta di Gelmini, la posizione del fondatore di Forza Italia sul conflitto è molto vicina a quella della Lega di Matteo Salvini e sta suscitando diversi malumori all’interno del partito.

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