Realme è uno dei brand maggiormente in crescita in Europa ed in Italia nel corso degli ultimi anni, vedendo confermato anche nel primo quadrimestre del 2022 la sua posizione nella Top 4 del mercato europeo, e consolidando il quinto posto in Italia, con una crescita anno su anno nel nostro paese che si attesa al 352%.

Nelle ultime settimane realme ha presentato due nuovi smartphone realme 9 (nella foto d’apertura) ed il nuovo realme Pad Mini. Durante il Mobile World Congress il brand cinese aveva lanciato in Europa i suoi nuovi smartphone di punta (il GT2 ed il GT2 Pro) oltre ad aver annunciato l’intenzione di introdurre nel vecchio continente nuove categorie di prodotto come le smart TV ed i notebook.

In quell’occasione abbiamo avuto la possibilità di sederci con Madhav Sheth, Presidente di realme International Business Group e CEO di Realme Europe, e chiedergli alcune domande sui prodotti e sulle strategie dell’azienda per il mercato europeo.

 Madhav Sheth
Madhav Sheth, CEO Realme Europe

Realme è un brand relativamente nuovo sul mercato, arrivato in Europa negli ultimi 3-4anni. Cosa pensi vi abbia aiutato ad avere successo ed raggiungere livelli di crescita impressionati anno su anno, soprattutto se confrontato con brand più conosciuti che non solo non stanno guadagnando quote mercato, ma addirittura le stanno perdendo?
Tante persone mi chiedono qual’è la vostra strategia a riguardo, non abbiamo una “strategia”. Il prodotto è il perno di tutto per noi, ed è ciò su cui ci concentriamo, particolarmente su performance e design. Il nostro focus è sul rapporto qualità-prezzo, quindi non puntiamo sul produrre telefoni più economici ma, in ogni fascia di prezzo, dare al cliente il miglior prodotto possibile per il prezzo che sta pagando.

Come brand siete arrivati in Europa poco prima della pandemia, che impatti ha avuto sulla vostra espansione su un nuovo mercato?
La pandemia ha sicuramente avuto un impatto, ad esempio molti membri del team si sono incontrati per la prima volta dal vivo qui -ndr, al MWC -; ci sono state varie sfide nella ricerca del personale delle sedi locali, perchè anche se siamo un brand globale vogliamo sempre avere un punto di vista più vicino ai clienti, che comprende gli usi e costumi del paese, rispettandoli e creando strategie che si adatte alla cultura locale.

Avete annunciato che porterete in Europa nuove categorie di prodotto, come i nuovi laptop e le nuove TV, quindi non più solo smartphone. Cosa pensate di poter offrire in più ai potenziali clienti rispetto a brand più conosciuti?
La cosa più importante per noi è la fiducia, e stiamo cercando di costruirla offrendo aggiornamenti e patch di sicurezza, servizi e qualità. Penso che ciò sia uno degli altri aspetti che deriva dal nostro focus del prodotto, in modo da spianarci la strada e far conoscere il brand ai consumatori.

Con il GT2 Pro siete entrati nel segmento premium, anche per quanto riguarda il prezzo. Continuerete a lanciare nuovi device, portare miglioramenti e novità come il 5G, anche nelle fasce più basse del mercato?
Lanceremo sicuramente smartphone 5G nella fascia entry-level nel corso dell’anno, la nostra idea è di democratizzare il 5G, non vogliamo che il 5G sia una tecnologia limitata alle fasce più alte ma che sia disponibile per la massa.

Durante i lancio del vostro flagship, avete parlato della sua cover posteriore, realizzata in biopolimeri, e spiegato che il packaging in cui arriva è completamente riciclabile. Quali altri passi pensi che il settore tutto debba prendere per ridurre il proprio impatto sull’ambiente?
Andando avanti, penso che gli SGDs -ndr, gli obiettivi di sviluppo sostenibile- avranno un ruolo molto importante i brand che operano globalmente. Non posso parlare dei passi che dovranno fare altri produttori, perchè ognuno avrà i propi, ma per quanto ci riguarda abbiamo un chiaro obbiettivo Double Zero -ndr, emissioni di carbonio nette zero nelle operazioni aziendali e zero rifiuti inviati in discarica- per il 2025. Questa è solo la prima iniziativa, ma continueremo a prenderne altre.

Rimanendo sul tema, avete mai pensato di lanciare un programma di ritiro e riciclo dei device associato all’acquisto di un nuovo smartphone?
Non abbiamo visto da parte dei clienti un interesse a riguardo, solitamente provano a rivendere il telefono come usato; il mercato del ricondizionato è molto grande, quindi i consumatori non sono interessati nel riciclare il device.

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire, se vuole continuare ad avere un'informazione di qualità. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Sony WH1000-XM5: il produttore giapponese lancia la nuova generazioni delle sue cuffie con cancellazione attiva dei rumori ambientali

next
Articolo Successivo

GoStudent: l’azienda e il futuro della didattica online raccontati da uno dei fondatori della piattaforma

next