Il censurato immaginario è il nuovo malato che spadroneggia indisturbato nei talk show, sui giornali e nelle aule di parlamento italiane. “Mi censurano perché dico verità scomode” grida, seduto davanti ad un microfono, portando avanti la roboante campagna contro “la propaganda che ci propinano in televisione”. E’ solo grazie a questo malato che avremmo, noi poveri stupidi, la possibilità di arrivare alla verità: quella che “gli altri non ci dicono”.

Noi siamo delle vittime inconsapevoli di un sistema che è costruito per mentirci, una sorta di Matrix nel quale il nostro Neo ha le sembianze di “vero esperto”, perché così si proclama la censurata o il censurato immaginario. Se ci dicono che il sole è giallo mentono; se dicono che Putin è un dittatore, la verità sarà che siamo noi i veri dittatori; l’Ucraina? E’ colpa degli ucraini se sono stati attaccati; la Siria? Viva Bashar al Assad che ci ha difeso dall’Isis. “E delle Torri Gemelle?” qualcuno domanderà al censurato immaginario. “Semplice, sono stati gli stessi americani a buttarle giù per scatenare la guerra”.

E se fate bene attenzione, il censurato immaginario ci dirà che queste verità non vogliono che le sentiamo in nome del politicamente corretto che lui, invece, vorrebbe abolire. E questa eliminazione, in verità, non potrebbe che portare al negazionismo più becero. Questo malato, neanche tanto terminale, contiene un germe più grave che è quello della sfiducia. Ci dice di non credere a nulla; che non siamo liberi e che quella dove viviamo non è democrazia. “Bisogna cambiare tutto, altrimenti è dittatura”.

La Storia insegna che quando si delegittima una democrazia il risultato è quello di finire nell’anticamera del totalitarismo. E il censurato immaginario ne è discepolo. Stiamo attenti.

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