No mascherina? Sì party e niente cinema. Ecco allora un timido tentativo di opporsi all’obbligo di mascherina nelle sale cinematografiche italiane (le uniche rimaste in Europa con l’obbligo) promossa da un gruppo di 19 sale da Nord a Sud. La parvenza di protesta contro le scelte del ministro Franceschini, e in sovra ordine di Mario Draghi e Roberto Speranza, si esprime con dei dolcetti. In pratica dal primo maggio a chi compra un biglietto per il film viene regalato un lecca lecca che, ovviamente, per essere piluccato necessita di un terribile atto di lesa maestà: scostare il feticcio mascherina per trenta, quaranta, cinquanta minuti e ciucciare in libertà. “Dal momento che in molti luoghi più a rischio l’obbligo della Ffp2 è stato tolto – spiegano le 19 sale ad ora coinvolte in un comunicato -, in alcuni casi già da tempo (e in alcuni casi non vi è più nemmeno obbligo, in nessun momento, di alcun dispositivo di protezione, come in ristoranti, bar e discoteche), molti esercenti hanno deciso di unirsi in un’azione di protesta pacifica, una dolce provocazione che di fatto, consentirà a chi vorrà di continuare a indossare la Ffp2 e a chi non vorrà di abbassarla, almeno per un po’, nel pieno rispetto della legalità. Già da qualche tempo è infatti consentito abbassare la mascherina in sala quando si consumano cibi o bevande”. Gli organizzatori del lecca lecca parlano di un modo per “smascherare attraverso un atto simbolico la contraddittorietà e inefficacia di una norma”, con l’augurio che “l’iniziativa possa allargarsi nei prossimi giorni a sempre più sale”. Tra le 19 sale che hanno aderito ci sono lo storico Beltrade e il Wanted di Milano, il Cinema Italia di Belluno, il cinema Nuovo di La Spezia e perfino una multisala, la Iris di Messina. Proprio la sala siciliana offre un “tutorial” divertentissimo con leccalecca sulla sua pagina Facebook (1) Multisala Iris | Facebook. Sempre tra le sale che aderiscono ce ne sono parecchie in Lombardia (tra cui Astrolabio e il cinema Alpi), il Garibaldi di Carrara, il Margherita di Cupra Marittima, l’Odeon di Vicenza, il Bristol di Savignano sul Panaro, e lo spazio Alfieri di Firenze.

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