Andrà anche ai percettori di reddito di cittadinanza e lavoratori stagionali il bonus da 200 euro previsto dal decreto aiuti. E’ quanto sarebbe stato deciso nel Consiglio dei ministri che si è tenuto nel pomeriggio, accogliendo la richiesta avanzata dal Movimento 5 stelle e dal ministro del Lavoro Andrea Orlando. L’indennità una tantum, originariamente assegnata a lavoratori dipendenti, pensionati e disoccupati con redditi fino a 35mila euro, verrà corrisposta . Contrariamente alla prima versione il bonus arriverà anche per i lavoratori domestici. Nel decreto è inserito l’allentamento per la cessione di credito anche per il superbonus edilizio, con l’obiettivo di superare lo scoglio con molte banche che rifiutano le pratiche. Nella nuova versione del decreto gli istituti di credito potranno cedere il credito a non retail, ovvero soggetti qualificati. Nella nuova versione del testo è introdotta la possibilità di cedere “sempre”, e non più quindi in numero limitato, crediti ai clienti professionali privati che abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la banca stessa, o con la banca capogruppo, senza facoltà di ulteriore cessione.

Il governo si muove poi in soccorso dei comuni. “Al fine di favorire il riequilibrio finanziario, i comuni capoluogo di provincia che hanno registrato un disavanzo di amministrazione pro-capite superiore a 500 euro”, entro 60 sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto aiuti “possono sottoscrivere un accordo per il ripiano del disavanzo tra il presidente del Consiglio dei ministri o un suo delegato e il Sindaco, in cui il comune si impegna per il periodo nel quale è previsto il ripiano del disavanzo”. E’ quanto si legge nella nuova bozza del decreto aiuti. Per arrivare al riequilibrio finanziario, si legge ancora, i comuni possono, tra le altre cose, “deliberare l’incremento dell’addizionale comunale all’Irpef, in deroga al limite previsto” dalla legge. Viene inoltre disposta inoltre la creazione di un fondo da 100 milioni per erogare un buono da massimo 60 euro per i trasporti pubblici per studenti e lavoratori con un reddito inferiore ai 35mila euro annui.

Tra le alter misure c’è il riconoscimento di un credito di imposta per il 2022 e il 2023 per le sale cinematografiche, nella misura massima “del 40% dei costi di funzionamento delle sale cinematografiche, secondo le disposizioni stabilite con decreto adottato ai sensi dell’articolo 21, comma 5, della medesima legge n. 220 del 2016”. A favore delle aziende agricole viene istituito un fondo da 20 milioni di euro istituito presso il ministero delle Politiche agricole. Il fondo è concepito per aiutare le imprese del settore a far fronte ai danni economici causati dalla guerra in Ucraina e dalle sanzioni contro la Russia. Potranno richiedere quindi il contributo a fondo perduto le imprese le cui vendite in Russia, Ucraina e Bielorussia erano pari ad almeno il 20% del loro fatturato complessivo. Oppure, le imprese che hanno subito un incremento dei costi di approvvigionamento del 30% o che hanno subito un calo del 30% di fatturato rispetto allo stesso periodo del 2019.

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