Si è legata i ricci capelli biondi in una pettinatura bizzarra, si è truccata gli occhi, ha indossato un papillon nero sulla camicia bianca e uno smoking maschile-femminile. Ed è andata a sposarsi al parco. Chi è la sua fortunata anima gemella? Una gattina bianca e nera con gli occhi verdi e soltanto tre zampe. Il suo musetto dolce dall’aria furbetta sbuca da dietro il bouquet di sgargianti tulipani. Come tutti i gatti, a favore di flash e di pubblico si sente nel suo mondo. Accade a Londra, dove Deborah Hodge, attrice comica, autrice e performer di 49 anni, ha deciso di convolare a nozze con il suo temibile e feroce felino domestico: India, una micia tutta fusa e morbido pelo lucente. Di cinque anni ma con solo tre zampine.

Perché? Vuole impedire che il proprietario della sua abitazione la costringa ad abbandonare la gattina. Già in passato si era dovuta liberare di altri animali domestici perché non benvoluti. Ed ecco spuntare l’idea geniale. Un matrimonio misto fra umano e gatto, con tanto di cerimonia pubblica. Chi è contrario “parli adesso o taccia per sempre”, è la formula che si usava per proteggere il contratto di matrimoni problematici. Ma in questo caso nessuno degli amici e parenti si è opposto e ora l’unione fra i due è a tutti gli effetti valida. Anche se non legalmente. Quanto meno simbolicamente. “Molti pensano che io sia assolutamente matta, ma non è così!”, ha dichiarato la donna, in un video di Metro.uk che sta spopolando sui social. Perché Deborah Hodge, in arte Cecily Baker, è riuscita con questa fantasiosa mossa ad affascinare la stampa popolare del suo Paese, che le dedica servizi su servizi. E non solo quella. Il matrimonio con India è stato “celebrato” da un’amica della 49enne in un parco del Sud-Est londinese in una bella giornata di sole. Anche questo aspetto casuale, una fortuna nella città piovosa, è un ottimo segno. Dalle foto pubblicate sul suo profilo Facebook, sembra sia stato molto gradito dalla micia. Che alla festa con amici e parenti della ‘moglie’, si è piazzata su una panchina a prendersi il calore dei raggi.
Hodge però ribadisce: “Non sono matta”. Eh sì, magari qualcuno l’avrebbe potuto sospettare. Invece dietro quello che appare come un moto di follia o di gratuito esibizionismo emerge la realtà. La donna non vuole assolutamente separarsi da India. Madre di due figli e al momento disoccupata, ha già dovuto affrontare per tre volte il dramma del distacco dai suoi animali. La causa?

L’intransigenza dei padroni di casa, che proprio non ne vogliono sapere di quattro zampe che saltellano nell’appartamento. Nell’ultima casa in cui ha vissuto le è stato imposto di liberarsi di Siri e Starshine, i suoi due cani Husky. Il proprietario dell’alloggio l’ha minacciata di sfratto se non lo avesse fatto. Così Deborah, terrorizzata dall’idea di un nuovo sfratto e di una nuova, forzata separazione, ha organizzato questa cerimonia. Proprio per dimostrare davanti al mondo la forza del sentimento che la lega alla gattina. Alla fin fine anche i siti di debunker, quelli che smascherano le bufale sul web, si sono dovuti arrendere. La storia è vera, ed è proprio come l’ha raccontata la sua protagonista. Una storia semplice e tenera di amore per il proprio animale. Ovviamente il legame non ha valore legale, se si pensa a un vero e proprio matrimonio. Però ha un valore simbolico fortissimo ed è proprio l’effetto che lei si proponeva di ottenere. L’ha spiegata così: “Non posso stare senza di lei, è fondamentale, la cosa più importante nella mia vita dopo i miei figli. Sposando India, voglio dimostrare che non possiamo essere separati in nessuna circostanza, poiché è importante per me quanto i bambini. Mi rifiuto di separarmi da lei. Preferirei vivere per strada piuttosto che stare senza di lei”.

Per dar più forza alla sua decisione, getta lo sguardo anche alle cronache terribili che arrivano in queste settimane dai territorio del conflitto: “Guardate l’Ucraina – ribadisce – dove stanno portando i loro cani, i loro animali quando lasciano un luogo di guerra. Io sto solo affrontando lo sfratto. Il mio gatto è parte della mia famiglia. Tutti sanno quanto siano importanti gli animali domestici. Quindi ho sposato il mio gatto e lo racconto a tutti”. Deborah è un’artista e una “life coach”. Ma a marzo ha perso il lavoro e ha timore di essere cacciata fuori dal suo appartamento in affitto. Ha anche il timore, se ne dovesse cercare uno nuovo, di trovarsi di nuovo ad affrontare severe limitazioni condominiali o semplicemente l’antipatia dei proprietari per gli animali. Così ha messo le mani avanti con l’idea di sposarsi con la sua micia. E ora lo sta raccontando in lungo e in largo.
Ma l’iniziativa di Deborah è una novità assoluta? No. Era già accaduta nel 2015, sempre in Inghilterra, con un matrimonio a tre. Quando il suo ultimo compagno l’ha scaricata, Barbarella Buchner ha annunciato di aver chiuso definitivamente con gli uomini e di aver coronato il suo sogno d’amore con i suoi due gatti. Ha deciso di convolare a nozze con Lugosi e Spider ed è andata con loro a Lanzarote in luna di miele. Si è anche tatuata le iniziali dei mariti felini sulla gamba e ha ottenuto un certificato che ne attesta l’unione, rilasciato da un sito internet specializzato in nozze fra umani e animali. La sua famiglia le ha dato della pazza ma lei ha ribadito: “Nessun essere umano mi hai fatto sentire così felice e amata, né potrà mai farlo in futuro”. Nel 2010 nell’ex Germania dell’Est è stato invece un uomo a “sposare” la sua gatta. Ma anche dietro quest’apparente scelta strampalata si nasconde una storia di grandissima tenerezza. Lui si chiama Uwe e all’epoca aveva 39 anni, lei Cecilia, la sua gatta compagna di vita. Obesa e ammalata di asma, la felina, trovata anni prima durante un viaggio sul Mar Baltico, non aveva più molto tempo da vivere. La legge ovviamente non prevede questo genere di unione. Ma lui non si è scoraggiato. Ha assoldato per 300 euro un’attrice che ha celebrato le “nozze”, poi si è presentato in frac e cilindro portando con sé Cecilia che indossava un mini abito da sposa. Dopo il primo sbigottimento e anche frasi di derisione, tutti si sono commossi quando hanno saputo del vero motivo dell’iniziativa. Anche di recente, nel 2020 un californiano, Scott Perry, ha sposato la sua gatta Olivia, che ha trascorso con lui due mesi di lockdown: “Lei è stata un toccasana per la mia stabilità mentale”. Anche in questo caso la motivazione è stata nobile: raccogliere fondi per sostenere la Best Friends Animal Society di Los Angeles, dalla quale aveva adottato la gattina nel 2015. Si scopre anche che negli ultimi anni diversi siti internet si sono specializzati nel “matrimonio” tra umani e animali. Con l’offerta di diverse soluzioni. La basic: online, ricevendo a domicilio il certificato. Per chi vuole, arriva la t-shirt con la scritta “I married my pet”. Chi vuole fare le cose in grande può anche richiedere una targa decorata a mano, da appendere alla parete, per ricordare un giorno così speciale. Ok, si scherza. Ma non si fa del male a nessuno. E poi, si sa, i gatti amano essere al centro dell’attenzione.

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